08/11/2013, 00.00
INDIA
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Anno della fede in India: Custodire l’ambiente, per fermare il degrado dell’umanità

di Nirmala Carvalho
Rispettare la natura significa proteggere l’uomo dal pericolo di distruggere se stesso. La Chiesa deve promuovere l’educazione ambientale e la comunità deve imparare a resistere al richiamo del consumismo, conservare gli spazi verdi ed evitare lo spreco di acqua. AsiaNews presenta la quinta e ultima parte dei risultati del simposio nazionale dei vescovi indiani di rito latino.

Mumbai (AsiaNews) - Lo sviluppo economico e industriale portano benessere, ma causano il degrado della natura. Ciò ha ripercussioni anche sulla comunità umana, che è parte del creazione di Dio. Questo è il quinto e ultimo tema affrontato nel simposio nazionale voluto dalla Commissione per la teologia e la dottrina della Conferenza episcopale indiana dei vescovi di rito latino (Cbcc-Lr), lo scorso ottobre. Gli altri temi discussi all'incontro, alla luce dei documenti del Concilio Vaticano II, sono stati: povertà, violenza sulle donne, conflitti di natura religiosa e vita.

Un Paese che affronta minacce ecologiche

L'India ha fatto rapidi progressi con il suo sviluppo economico, e notiamo anche una maggiore crescita in campo tecnologico. Nella stessa Mumbai, sono stati costruiti 55 cavalcavia per alleviare la congestione del traffico, torri e centri commerciali. In programma vi sono delle zone economiche speciali, ma tutto a scapito dell'ambiente. La lobby dei costruttori ha trasformato aree verdi - una volta rigogliose - in giungle di cemento. La bonifica del mare ha distrutto le mangrovie, causando inondazioni. L'aria e i fiumi sono stati inquinati; la copertura forestale è scomparsa in molte zone.

"La Chiesa ha una responsabilità per il creato e sente di doverla esercitare, anche in ambito pubblico, per difendere la terra, l'acqua e l'aria, doni di Dio Creatore per tutti, e, anzitutto, per proteggere l'uomo contro il pericolo della distruzione di se stesso. Il degrado della natura è, infatti, strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per cui 'quando l'«ecologia umana» è rispettata dentro la società, anche l'ecologia ambientale ne trae beneficio'. Non si può domandare ai giovani di rispettare l'ambiente, se non vengono aiutati in famiglia e nella società a rispettare se stessi: il libro della natura è unico, sia sul versante dell'ambiente come su quello dell'etica personale, familiare e sociale" (Papa Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata mondiale della pace, 1 gennaio 2010).

  • Noi, membri del Simposio, chiediamo ai leader della Chiesa di promuovere l'educazione ambientale, sottolineando la responsabilità di Dio e la tutela umana della creazione, inculcando atteggiamenti e pensieri di attenzione all'ambiente.
  • Ci impegniamo a intraprendere azioni concrete: conservare gli spazi verdi; evitare lo spreco di acqua; lottare contro l'inquinamento luminoso, acustico e idrico. Renderemo le nostre case dei modelli di eco-compatibilità.
  • In particolare, resisteremo al richiamo del consumismo lanciato dall'industria pubblicitaria. La Terra ha abbastanza per nutrire tutti, ma non per soddisfare l'avidità di alcuni.

Chiudiamo le nostre riflessioni con le parole di Papa Francesco nella Lumen Fidei, n.27: "La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi, ci illumina quando siamo toccati dall'amore. Chi ama capisce che l'amore è esperienza di verità, che esso stesso apre i nostri occhi per vedere tutta la realtà in modo nuovo, in unione con la persona amata".

Affidiamo il nostro Simposio a Maria, nostra Madre, pregando affinché lei possa essere con noi nel nostro viaggio con Gesù, verso il Padre, nello Spirito Santo. 

 

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