19/11/2008, 00.00
CINA
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Appello dei cattolici di Nanle contro le violenze e i sequestri dell’ex capo dell’Associazione

di Wang Zhicheng
Prete e fedeli picchiati con bastoni e pietre. A causa di minacce di tipo “mafioso”, dal 15 agosto non ci sono messe, né catechismo. L’ex direttore dell’Ap si è impossessata di una proprietà della chiesa. I fedeli si appellano allo slogan di Hu Jintao (“costruire la società armoniosa”) per chiedere giustizia.

Pechino (AsiaNews) – I fedeli della parrocchia di Nanle hanno diffuso un appello in cui chiedono giustizia contro l’ex capo dell’Associazione Patriottica che spadroneggia sulla Chiesa locale, sequestrando terreni e case della parrocchia e malmenando parroco e fedeli. I cattolici l’accusano di andare contro il programma di Hu Jintao sulla “costruzione di una società armoniosa” e domandano l’intervento del governo. Nanle è una piccola cittadina di 650 mila abitanti, nell’Henan, quasi al confine con l’Hebei. La comunità cattolica ha circa 2 mila fedeli.

L’appello giunto ad AsiaNews in questi giorni, punta il dito contro Wang Shuqin, ex direttrice della locale Associazione patriottica che, grazie al suo potere e violenza, tiene in scacco tutta la comunità.

Lo scorso giugno, Wang Shuqin, aiutata da suo figlio, che viene definito “un mafioso”, ha prodotto un falso documento in cui appare che l’Associazione patriottica ha venduto a lei un terreno di 195 mq e una palazzina a due piani appartenente alla parrocchia. Grazie alle sue connessioni con l’Ufficio locale della gestione immobiliare, ha potuto anche trasferire tutta la proprietà a suo nome, poi l’ha subito venduta intascando i guadagni.

I fedeli affermano che Wang ha violato la legge e i regolamenti dell’Ufficio affari religiosi, secondo cui “nessun individuo o ente può vendere, noleggiare o ipotecare” una proprietà religiosa, perché “essa appartiene allo Stato ed è gestita dalla comunità religiosa”. Quando il sacerdote e i fedeli le hanno chiesto spiegazioni, la donna ha affermato di aver fatto costruire lei, coi suoi soldi, la palazzina.

La ex direttrice dell’Associazione patriottica ha fatto anche di più: ha minacciato prete e fedeli di violenze e dal 15 agosto non permette che si celebri alcuna messa in parrocchia per i 2 mila fedeli. L’ultima volta che il prete ha cercato di celebrare messa, lei  è giunta con pietre e bastoni e ha cominciato a picchiare il prete ferendolo alla schiena, distruggendo anche l’altare. Anche i funzionari dell’Ufficio affari religiosi hanno paura di lei e del figlio.

Nell’appello i fedeli si giustificano: “Non è che siamo deboli; è il sacerdote che ci frena a compiere un gesto estremo e ci consiglia di aver fiducia nella legge”.

L’intrigante e potente signora – definita “selvaggia”, “scatenata”, “pazza” – è riuscita anche a bloccare un processo che la comunità ha intentato contro di lei. La corte si è radunata il 20 ottobre scorso alle 14.30, ma la donna, insieme al figlio hanno cominciato a picchiare il prete e i fedeli. Nemmeno le guardie hanno potuto fermarli. Durante i tafferugli il figlio è pure scappato e la gente si chiede “come è possibile che un delinquente possa sparire in un tribunale”.

Ora la gente vive nel terrore, data la fama di persona senza scrupoli che ha il figlio di Wang. Mentre la vita della comunità è bloccata – non c’è messa, né catechismo per i catecumeni – molti fedeli “perdono fiducia nella politica religiosa” del governo. Essi si appellano all’idea predicata dal presidente Hu Jintao, quella del “costruire una società armoniosa” e domandano al governo centrale di intervenire per ridare indietro la proprietà alla parrocchia e allontanare la signora Wang da Nanle.

Espropri e abusi sulle proprietà private sono divenute un fatto comune in Cina. Sono comuni anche episodi di violenze e soprusi da parte dell’Associazione patriottica e dell’Ufficio affari religiosi verso le diocesi. Nel 2005, a Xian 16 suore sono state picchiate a sangue per voler difendere la scuola di loro proprietà dalla demolizione; nello stesso periodo vi sono state violenze contro preti e suore a Tianjin. Molte volte i “controllori” della Chiesa  intestano a proprio nome, le proprietà vendendole, trasformandole in alberghi e intascando i ricavati. Secondo i dati dell’Holy Spirit Study Centre di Hong Kong, i beni ingiustamente intascati dall’Ap e dall’Ufficio  si aggirano sui 130 miliardi di yuan (circa 13 miliardi di euro).

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