27/05/2004, 00.00
HONG KONG – CINA
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Appello di 400 docenti contro le minacce alla libertà di parola

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Più di 400 professori universitari hanno firmato una petizione per chiedere il rispetto della libertà di parola a Hong Kong, contro la "pressione autocratica e politica" di Pechino. L'iniziativa dà voce al forte dissenso di gran parte dell'opinione pubblica dell'ex colonia britannica, che dal ritorno alla Cina nel luglio 1997 vede ridursi lo spazio per democrazia e libertà. Nelle scorse settimane Pechino ha avocato a sé ogni riforma politica del territorio.

 "Siamo preoccupati perchè gli spazi per la libertà d'espressione a Hong Kong si restringono giorno per giorno. Chiediamo il rispetto della verità e della libertà di parola". Nella petizione, pubblicata oggi sul quotidiano in cinese Apple Daily, i docenti si dicono fortemente stupiti per la defezione di 3 conduttori di programmi radiofonici – Albert Cheng King-hon, Wong Yuk-man e Allen Lee Peng-fei – pressati da Pechino per i loro commenti in favore e difesa della democrazia a Hong Kong: "Sono evidenti i tentativi da parte del potere di controllare la partecipazione politica dei cittadini e di limitare gli spazi di discussione politica".

Uno dei 3 conduttori, Allen Lee Peng-fei, ha spiegato oggi di fronte al parlamento di Hong Kong i motivi della sua decisione di rinunciare al suo programma radiofonico - "Una tazza di tè nella tempesta" - e al seggio all'Assemblea Nazionale del Popolo (ANP) come deputato di Hong Kong. Lee ha dichiarato che le pressioni da parte di Pechino erano aumentate nell'ultimo mese, fino a una telefonata da parte di un "ex funzionario cinese" – di cui non ha voluto fare il nome - che ha minacciato sua moglie e sua figlia. "Questa è la peggiore spaccatura sociale da quando sono entrato in politica nel 1978", ha commentato. Anche gli altri conduttori hanno a più riprese parlato di minacce ricevute. Secondo la giurista Margaret Ng, "la nostra libertà di parola sta affrontando una minaccia senza precedenti".

Intanto, continua la visita a Hong Kong di Liu Yandong, del Fronte unito del Partito comunista, che sembra voler gettare acqua sul fuoco dell'indignazione dei cittadini della ex colonia inglese, parlando di "amicizia", "comunicazione", "comprensione". (ThR)

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