06/10/2015, 00.00
INDONESIA
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Arcivescovo di Jakarta: come Gesù, mostrate compassione per poveri, deboli ed emarginati

di Royani Lim
È l’invito di mons. Suharyo alle 200 partecipanti al convegno organizzato dall’Associazione donne cattoliche (Wkri). La compassione è parte della cultura locale, come dimostrano i bassorilievi del tempio buddista di Borobudur. Cristo non si presentava come “glorioso” ma cercava umili ed emarginati.

Jakarta (AsiaNews) - Il tema della compassione, il condividere le sofferenze con gli altri, i passaggi del Vangelo dedicati a questo tema e i riflessi nelle altre culture e nelle altre religioni presenti nel Paese, come emerge dai rilievi del tempio buddista di Borobudur. Sono i temi toccati dall’arcivescovo di Jakarta e presidente della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi) mons. Ignatius Suharyo, in occasione della conferenza nazionale dell’Associazione donne cattoliche (Wkri), che si è tenuta dal primo al 3 ottobre nel centro della capitale. 

La tre giorni di incontri e confronti sul tema aveva come obiettivo quello di rafforzare lo spirito dei partecipanti e migliorare la loro capacità di relazione e di costruzione all’interno della società. All’evento dei giorni scorsi hanno partecipato delegati provenienti da tutto il Paese, fra cui le aree remote di Papua, le province di Sumatra e del Borneo.

Promotrice dell’iniziativa la Wkri, la più antica e importante organizzazione femminile cattolica dell’arcipelago indonesiano (nata nel 1924), che raccoglie oltre 90mila iscritti sparsi sul territorio ed è attiva in tema di sociale e diritti umani. L’associazione è nata per difendere i diritti delle operaie impiegate nell’industria del tabacco, le cui condizioni lavorative erano pessime e i salari irrisori.

Rivolgendosi all’assemblea, mons. Suharyo ha spiegato che la compassione è parte di una “antica” saggezza locale, una peculiarità della fede cristiana “splendidamente scolpita nel tempio di Borobudur”. Si tratta di un edificio dell’ottavo secolo, il più grande tempio buddista al mondo per dimensioni, patrimonio Unesco, situato nella reggenza di Yogyakarta (Java centrale). Fra i bassorilievi scolpiti vi è quello di un anziano viaggiatore, cui alcuni animali offrono del cibo per rifocillarsi. 

La compassione è un “concetto di fede” come emerge da alcuni passaggi evangelici (Luca 6:36 e Matteo 5:48). Inoltre, guardando alla compassione che Gesù provava verso gli altri “bisogna tenere anche conto del clima politico dell’epoca, in cui ingiustizie e iniquità erano prassi comune” aggiunge il prelato. “Gesù non rappresentava se stesso come il Dio glorioso - ha concluso l’arcivescovo di Jakarta - come immaginato dalla società ebraica. Egli fece invece amicizia con le persone emarginate, mostrando il suo lato più misericordioso trattandoli come esseri umani”. 

In Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza composta da circa sette milioni di persone, pari al 3% circa della popolazione. Nella sola arcidiocesi di Jakarta, i fedeli raggiungono il 3,6% della popolazione. Essi sono una parte attiva nella società e contribuiscono allo sviluppo della nazione. Sono molto attivi anche durante le emergenze, come avvenuto per in occasione della devastante alluvione del gennaio 2013.

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