09/12/2010, 00.00
PAKISTAN
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Asia Bibi: il Comitato pakistano-americano chiede la grazia subito

di Jibran Khan
Una richiesta al presidente Zardari: non ceda alle minacce dei gruppi islamici. La legge sulla blasfemia deve essere abolita o emendata, chiedono i gruppi dei diritti umani. Anche il Il Pakistan Tehrek-e-Insaaf, islamico, chiede che la legge non colpisca persone innocenti.

Lahore (AsiaNews) – I pakistani che vivono negli Stati Uniti si sono uniti ai gruppi per i diritti umani per fare pressione sul governo affinché rilasci Asia Bibi e riconsideri le leggi che discriminano le minoranze. “Condanniamo l’abuso della legge sulla blasfemia, chiediamo al presidente Asif Ali Zardari di non cedere alle minacce fate da alcuni gruppi religiosi e di concedere immediatamente la grazia a Asia Bibi” ha detto il rappresentante a Islamabad del Comitato pakistano-americano per gli affari pubblici, un’organizzazione “ombrello” che rappresenta una dozzina di gruppi diversi. E in una riunione recente del suo consiglio direttivo anche la Lega cristiana del Pakistan ha anche “condannato duramente la vittimizzazione di gente innocente tramite la legge sulla blasfemia”, e ha ricordato al governo che “il mondo intero sta attendendo una decisione corretta nel caso di Asia Bibi”. L’organismo ha sottolineato che il presidente Zardari, il Primo ministro Yousuf Raza Gilani, l’attivista per i diritti umani Asma Jehanghir e il governatore del Punjab Salman Taseer hanno concluso che Asia Bibi è innocente.

“Questa legge incoraggia alcuni elementi che istituzionalizzano l’intolleranza in nome della religione e diffondono la persecuzione sociale e la discriminazione legale” ha osservato la sezione di Islamabad del Comitato pakistano-americano degli affari pubblici. “Così com’è questa legge con la sua ambiguità danneggia il Pakistan e i suoi cittadini”. Il Comitato ha detto che è urgente che la società in Pakistan educhi le masse alla virtù della tolleranza. “Il popolo del Pakistan deve cominciare un dialogo significativo e ben focalizzato per vedere come la legge sulla blasfemia viene utilizzata in maniera scorretta, violando così la premessa di base per la sua creazione,e  cioè la protezione delle minoranze”. Il Comitato ha anche chiesto ai legislatori pakistani di emendare e rimuovere le ambiguità e le discriminazione legali dalle sezioni 295 e 298 del Codice penale pakistano che riguardano appunto la blasfemia.

Nel frattempo un gruppo guida per i diritti umani negli Stati Uniti ha chiesto al governo pakistano di abolire la legge sulla blasfemia e altre leggi discriminatorie . Dall’altra parte il partito Pakistan Tehrek-e-Insaaf ha tenuto una conferenza stampa a Lahore. Il suo vicepresidente, Ejaz Chaudhry, e il segretario all’informazione, Omar Sarfaraz Cheema, hanno detto che la protezione del “rispetto per il Profeta” era obbligatoria per tutti i musulmani. Il Partito ha sempre appoggiato la legge sulla blasfemia e ha anche protestato per gli abusi commessi.

Il Pakistan Tehrek-e-Insaaf ha criticato il governatore del Punjab, e ha detto che non appoggiava nessuna delle dichiarazioni irresponsabile che aveva fatto in tema di blasfemia; pur dicendo però che è obbligatorio per i musulmani proteggere i diritti delle minoranze in una società islamica e che il Partito continuerà a lottare per i loro giusti diritti. Ma ha anche affermato che la sezione 295-C, quella che riguarda la blasfemia, dovrebbe continuare a essere compresa nella Costituzione. Il Tehrek-e-Insaaf ha chiesto con urgenza agli ulema, agli studiosi, ai parlamentari e ai membri delle minoranze di lavorare insieme per trovare una soluzione così che nessuna persona innocente venga coinvolta in questa legge.

Non si ferma il flusso di adesioni alla campagna di AsiaNews. Siamo vicini alle ottomila firme.

Salviamoasiabibi@asianews.it

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