22/11/2022, 12.14
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Basi e Mar Cinese meridionale: Kamala Harris assicura sostegno Usa a Manila

Filippine e Cina si contendono parti del vasto specchio d’acqua. La vice presidente Usa visita l’isola di Palawan,  vicino l’area di crisi. Washington vuole rafforzare la propria presenza militare nella nazione insulare. Proposta la costruzione di due avamposti nella provincia filippina che guarda Taiwan.

Manila (AsiaNews) – Gli Stati Uniti sono dalla parte delle Filippine di fronte a intimidazioni e atti coercitivi nel Mar Cinese meridionale. Lo ha dichiarato oggi la vice presidente Usa Kamala Harris durante una visita a Palawan, isola filippina che si affaccia sul tratto di mare conteso: un velato attacco alla Cina, che rivendica quasi per intero il vasto specchio d’acqua.

Nazionalisti e attivisti filippini vogliono che il loro presidente Ferdinand Marcos Jr faccia valere una sentenza della Corte internazionale di arbitrato dell’Aia per proteggere i confini nazionali dalle pretese territoriali della Cina.

Nel 2016 la Corte dell’Aia ha definito “senza basi legali” le rivendicazioni cinesi su quasi il 90% del Mar Cinese meridionale. Insieme a Vietnam, Brunei, Malaysia, Taiwan e in parte l’Indonesia, le Filippine si oppongono alle richieste territoriali della Cina, che da anni continua a militarizzare alcune isole e banchi coralliferi nel tratto di mare. Per contenere l’espansione di Pechino, le navi da guerra degli Stati Uniti compiono regolari pattugliamenti nei pressi di questi avamposti militari.

La puntata di Harris a Palawan arriva in un momento di tensione tra Filippine e Cina. Marcos Jr ha detto oggi che il suo governo ha inviato una nota diplomatica alla Cina sull’incidente di ieri nel Mar Cinese meridionale. Secondo la versione filippina, negata da Pechino, unità della guardia costiera cinese hanno recuperato “con la forza” parti di razzo galleggianti mentre erano trascinate verso una propria isola da forze navali di Manila.

Scopo primario del viaggio di Harris nelle Filippine, iniziato il 20 novembre, è di accelerare i piani di allargamento della presenza militare Usa nel Paese, come previsto da un accordo siglato dai due alleati nel 2014. Washington non ha più basi permanenti in territorio filippino da inizio anni Novanta; grazie a un’intesa del 1999 può schierare però truppe per esercitazioni militari. Il patto di sette anni fa permette invece a unità statunitensi di stabilirsi a rotazione in strutture militari filippine, potendo ammassare armi purché non siano nucleari.

Manila ha rivelato che gli Usa vogliono costruire cinque nuovi avamposti militari nel Paese, due dei quali nella provincia settentrionale di Cagayan. L’area si affaccia sullo Stretto di Luzon, che divide le Filippine da Taiwan: un punto strategico in caso di conflitto tra Pechino e Taipei. Lo è anche per la strategia Usa di prevenire attacchi navali cinesi contro il territorio taiwanese con una “anti-Marina”. È una strategia di difesa attiva che vede unità terrestri statunitensi, sparse in tutto il Pacifico occidentale, utilizzare missili di precisione per tenere a distanza le forze navali di Pechino.

Il ministero cinese degli Esteri ha dichiarato oggi che Pechino “non è contro normali relazioni tra Usa e Filippine, ma queste non dovrebbero danneggiare gli interessi di altri Paesi”.

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