28/07/2009, 00.00
ASIA
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Chiese d’Asia rinnovano l'impegno per le popolazioni indigene

di Nirmala Carvalho
Un seminario della Federazione della conferenze episcopali del continente ha messo a tema la salvaguardia e la promozione delle popolazioni indigene in Asia. P. Mascarenhas, incaricato della sezione asiatica del Pontificio consiglio per la cultura, spiega ad AsiaNews il valore e le ragioni di questo impegno della Chiesa che dura da secoli.
Pattaya (AsiaNews) - Proteggere le popolazioni indigene, affermare la dignità delle persone che le compongono, promuoverne lo sviluppo sociale e salvaguardarle dalle discriminazioni generate dalla globalizzazione selvaggia. Sono le preoccupazioni e gli obiettivi che la Chiesa d’Asia sente più vivi e che sono state al centro di un incontro organizzato dalla Federazione della conferenze episcopali del continente a Pattaya, Thailandia, dal 19 al 23 luglio.
 
P. Theodore Mascarenhas, sacerdote indiano incaricato della sezione asiatica del Pontificio consiglio per la cultura, spiega ad AsiaNews che l’attenzione e il legame della Chiesa alla popolazioni indigene, soprattutto in Asia, ha un fondamento storico che si perde nei secoli. “Esse hanno rappresentato e sono tuttora la base della Chiesa nella maggioranza dei Paesi. Grazie alla loro autenticità e allo stile di vita semplice e legato alle tradizioni, le popolazioni indigene si sono aperte senza preconcetti al Vangelo e ne hanno ricavato immediati benefici per il loro sviluppo. Oggi in Asia vivono milioni di cristiani laici che appartengono a gruppi indigeni, centinaia di sacerdoti e religiosi, decine di vescovi ed anche cardinali”.
 
Intervenendo all’incontro di Pattaya, p. Mascarenhas ha ricordato le battaglie sostenute dalla Chiesa al fianco delle popolazioni indigene e ha ripercorso il magistero a partire da documenti pontifici come le bolle papali Sicut Dudum di Eugenio IV, del 1435, e Sublimus Dei di Paolo III, del 1537, che arriva sino ai giorni nostri. P. Mascarenhas ha sottolineato infatti che l’attenzione e l’impegno della Chiesa per le realtà indigene attraversa il Concilio Vaticano e giunge sino ad oggi. Nell’ultima enciclica di Benedetto XVI, Caritas in Veritate, afferma il sacerdote indiano,“il Papa invita a proteggere e salvaguardare le popolazioni locali e la loro identità” e denuncia “le ingiuste politiche economiche che li colpiscono danneggiando così le giovani nazioni e le loro culture tradizionali”.
 
P. Mascarenhas afferma che l’esperienza degli incontri avvenuti lungo i secoli tra la Chiesa missionaria e le popolazioni indigene è un importante patrimonio per il dialogo tra le culture nell’epoca della globalizzazione. “La salvaguardia delle diverse identità”, “il dialogo nel rispetto dell’altro e della sua tradizione”, il desiderio di “entrare in rapporto attraverso le culture locali” sono elementi ricorrenti nell’incontro tra il cristianesimo e le popolazioni indigene sino dalla prima evangelizzazione dei Paesi asiatici e non solo. Quello spirito che animava i primi missionari è oggi più che attuale in una realtà globale in cui “il rischio di sopraffazione e discriminazione verso le popolazioni locali - dice p. Mascarenhas - è più che mai attuale”.
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