Cina e Corea del Nord “unite per sempre” in un banchetto alla faccia della povertà
Kim Jong-il e il suo erede Jong-un ricevono una delegazione di alti rappresentanti del governo cinese e offrono una cena da 20 portate per riaffermare il rapporto fra Pechino e Pyongyang. Intanto nel regime le riforme stentano e la popolazione muore di fame.
Pyongyang (AsiaNews) - I rapporti fra Cina e Corea del Nord “rimarranno per sempre stabili, non importa quanta acqua passi sotto i ponti o quante generazioni si susseguano l’un l’altra”. Lo ha detto ieri sera il dittatore nordcoreano Kim Jong-il a una delegazione cinese di alto grado, nel corso di un banchetto offerto da Pyongyang per festeggiare il 50esimo anniversario del trattato di amicizia fra le due nazioni.
A guidare il gruppo cinese c’era Zhang Dejiang, vice primo ministro, che avrebbe lodato “gli sforzi di Kim per migliorare la cooperazione” e promesso che Pechino “andrà avanti nel raggiungimento di accordi ancora più ampi fra i due Paesi”. Alla cena (v.foto) era presente anche Kim Jong-un, terzogenito ed erede del “Caro Leader”.
Il banchetto assume un’importanza rilevante in questo particolare periodo storico. La Cina, praticamente l’unico partner commerciale rimasto a Pyongyang, ha spinto negli ultimi mesi per vedere dei miglioramenti economici e sociali all’interno della dittatura: Pechino sarebbe arrivata a minacciare il taglio degli aiuti alla poverissima nazione.
Per scongiurare il disastro, Kim Jong-il ha compiuto lo scorso maggio una visita a sorpresa nella capitale cinese per illustrare i piani di riforma della Corea del Nord. Secondo diverse fonti, i leader cinesi avrebbero chiesto al dittatore di inaugurare delle Zone economiche speciali sul modello di quelle lanciate da Deng Xiaoping. Poche settimane dopo, Kim ha autorizzato l’apertura di una di queste Zone dove ora cooperano cinesi e nordcoreani.
Nonostante la mancanza di generi alimentari, per gli ospiti è stato preparato un sontuoso banchetto a spese dello Stato all’interno di uno dei pochi ristoranti di lusso (anche se datati) che si trovano a Pyongyang. I giornali coreani parlano di “almeno 20 portate”, in un Paese dove più del 90 % della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà assoluta.
A guidare il gruppo cinese c’era Zhang Dejiang, vice primo ministro, che avrebbe lodato “gli sforzi di Kim per migliorare la cooperazione” e promesso che Pechino “andrà avanti nel raggiungimento di accordi ancora più ampi fra i due Paesi”. Alla cena (v.foto) era presente anche Kim Jong-un, terzogenito ed erede del “Caro Leader”.
Il banchetto assume un’importanza rilevante in questo particolare periodo storico. La Cina, praticamente l’unico partner commerciale rimasto a Pyongyang, ha spinto negli ultimi mesi per vedere dei miglioramenti economici e sociali all’interno della dittatura: Pechino sarebbe arrivata a minacciare il taglio degli aiuti alla poverissima nazione.
Per scongiurare il disastro, Kim Jong-il ha compiuto lo scorso maggio una visita a sorpresa nella capitale cinese per illustrare i piani di riforma della Corea del Nord. Secondo diverse fonti, i leader cinesi avrebbero chiesto al dittatore di inaugurare delle Zone economiche speciali sul modello di quelle lanciate da Deng Xiaoping. Poche settimane dopo, Kim ha autorizzato l’apertura di una di queste Zone dove ora cooperano cinesi e nordcoreani.
Nonostante la mancanza di generi alimentari, per gli ospiti è stato preparato un sontuoso banchetto a spese dello Stato all’interno di uno dei pochi ristoranti di lusso (anche se datati) che si trovano a Pyongyang. I giornali coreani parlano di “almeno 20 portate”, in un Paese dove più del 90 % della popolazione vive al di sotto della soglia della povertà assoluta.
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