03/10/2012, 00.00
CINA – STATI UNITI
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Ditta cinese di impianti eolici “pronta a denunciare Barack Obama”

La Ralls Corporation vuole portare in giudizio il presidente, che ha bloccato un appalto per la costruzione di pale eoliche in Oregon in nome della “sicurezza nazionale”. La decisione della Casa Bianca, la prima in 22 anni a fermare investimenti stranieri, collegata alla campagna per le presidenziali americane.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Un'azienda cinese con interessi negli Stati Uniti ha dichiarato di essere pronta a denunciare il presidente Barack Obama per l'ordinanza con cui la Casa Bianca ha bloccato un contratto di costruzione di pale eoliche in nome della sicurezza nazionale. La ditta, di proprietà di due cittadini cinesi, sostiene che Obama "ha trattato in maniera ingiusta questo accordo, agendo in maniera illegale e non autorizzata".

La polemica nasce il 28 settembre scorso, quando il presidente americano Barack Obama ha vietato alla Ralls Corporation di costruire un impianto eolico in Oregon per "motivi di sicurezza nazionale". Il dipartimento americano del Tesoro, che ha reso nota la decisione, ha sottolineato che si tratta di una prerogativa presidenziale del tutto legale, ma rimane il fatto che è la prima volta in 22 anni che viene presa una simile decisione nei confronti di un'impresa straniera.

La ditta cinese ha ricevuto l'ordine di ritirare il suo investimento in una serie di centrali eoliche acquistate ai primi dell'anno vicino ad una base navale dove vengono testati nuovi tipi di droni, gli aerei senza pilota. Secondo alcune fonti dell'Amministrazione statunitense la questione riguarda la sicurezza militare e i "diversi tentativi" di spionaggio che la Difesa Usa "riceve ogni giorno dall'estero".

La questione dei rapporti con la Cina è uno dei temi principali della campagna elettorale per le presidenziali americane del 6 novembre: lo sfidante repubblicano Mitt Romney accusa il democratico Obama di essere "troppo morbido" con Pechino. Da parte sua, il team del presidente in carica ha risposto ricordando gli investimenti finanziari di Romney in Cina. Dalla dichiarazione dei redditi del 2011, si apprende infatti che il candidato repubblicano ha venduto l'anno scorso migliaia di azioni in sette compagnie cinese, alcune di proprietà dello Stato, per un valore di centinaia di migliaia di dollari.

 

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