18/10/2022, 08.56
TURKMENISTAN
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Donne turkmene vittime della ‘misoginia presidenziale’

di Vladimir Rozanskij

Situazione peggiorata con la salita al potere di Serdar Berdymuhamedov  al posto del padre Gurbanguly. Pesano regole tribali imposte e interpretate dal presidente. “La donna deve rispettare il marito con grande ossequio”.

Mosca (AsiaNews) – Dopo l’avvicendamento presidenziale con la salita al potere di Serdar, figlio di Gurbanguly Berdymuhamedov, le limitazioni alla vita pubblica delle donne continuano ad aumentare in Turkmenistan, con inusitata progressione di “misoginia presidenziale”.

Alle donne è proibito usare cosmetici e fare operazioni di chirurgia estetica, la manicure e la colorazione dei capelli, portare vestiti aderenti e jeans, guidare la macchina e viaggiare sul posto anteriore del passeggero. Di fatto in Turkmenistan sono proibiti anche gli aborti. Le donne sono spesso fermate, multate e anche licenziate dai posti di lavoro se non rispettano le norme ufficiali.

Sulla rivista statale Neitralnyj Turkmenistan è apparso un articolo sull’etichetta tradizionale delle conversazioni, dove la regola fondamentale è che “la donna deve rispettare il marito con grande ossequio”, ciò che appare quasi come un’intimazione di legge, vista l’autorevolezza della pubblicazione. L’articolo fa parte di una serie di raccomandazioni sugli usi e costumi nazionali e i codici di comportamento del Paese, ripreso dalle pubblicazioni ad ampia tiratura delle “Cronache del Turkmenistan”.

Le norme riguardano le modalità con cui è opportuno salutare le persone e parlare con gli adulti, e nell’articolo si specifica in modo ulteriore come la moglie debba rivolgersi al proprio marito: “L’etichetta verbale del Turkmenistan impegna la moglie all’ossequio rispettoso del marito, per cui le donne non devono chiamare spesso il coniuge per nome e quasi sempre nelle conversazioni devono ricordarlo con la terza persona”.

Agli uomini si ricorda che “fin dai secoli antichi” sono stati educati “alla franchezza, al coraggio e alla responsabilità”, e la manifestazione dei propri sentimenti ed emozioni “si esprime sufficientemente con l’espressione dello sguardo e gesti minimali”, che comunque devono essere “i più rari possibili”. I bambini secondo “le regole dell’etichetta” devono parlare con il loro padre “soltanto in piedi, indipendentemente dalla situazione”, mentre “la contraddizione delle osservazioni dei genitori è assolutamente inammissibile”.

L’ideale dell’etichetta colloquiale nazionale è quella di “un tono moderato, senza lunghe pause e segni visibili di carenza di proprietà di linguaggio nell’espressione delle proprie idee”, per cui si rende indispensabile, secondo l’articolo, “la capacità di usare forme fraseologiche, aforismi o composizioni della creatività linguistica popolare”, che si raccomandano come “degni di imitazione”, soprattutto quando vengono pronunciati da personalità autorevoli nella vita della nazione.

Non si tratta di regole di origine religiosa, islamica o altro, ma di “tradizioni nazionali” imposte e interpretate dal presidente e dalla sua cerchia familiare, secondo un criterio che appare più tribale che storico o etico, tipico della società turkmena.

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