21/12/2011, 00.00
ASIA
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E’ il cristianesimo la religione più diffusa nel mondo

Quasi un terzo della popolazione (2,18 miliardi di persone) è qualificata “cristiana” da una ricerca del The Pew Forum. Tra loro, i cattolici rappresentano il 50,1%. In cento anni i seguaci di Gesù sono quadruplicati, ma la crescita della popolazione ha lasciato quasi uguale la loro percentuale sulla popolazione mondiale. Aumenti significativi in Asia-Pacifico, dove sono anche i Paesi con le minoranze più numerose, Cina e India.
Roma (AsiaNews) - Il cristianesimo continua a essere la religione più diffusa nel mondo. Circa un terzo della popolazione della Terra, 2,18 miliardi di persone, sono infatti classificate “cristiani” in una ricerca del The Pew Forum, autorevole centro americano di ricerche. Alla stessa data, i musulmani erano circa 1,6 miliardi e rappresentavano il 23,4% della popolazione mondiale.

Dallo studio emerge che i cattolici sono il 50,1% dei cristiani, i protestanti il 37%, gli ortodossi il 12% e il resto i seguaci di varie denominazioni.

Globalmente, i cristiani rappresentano all’incirca la stessa percentuale di popolazione di cento anni fa. Nell’ultimo secolo, infatti, il loro numero è quasi quadruplicato, passando da 600 milioni a più di due miliardi. Ma nello stesso periodo di tempo, la popolazione mondiale è passato da un 1,8 a 6,9 miliardi, Come risultato, la percentuale dei cristiani è rimasta quasi invariata: era il 35% della popolazione mondiale, è il 32%.

Se globalmente la percentuale dei cristiani non è cambiata di molto, è molto diversa la loro distribuzione geografica, con una crescita che riguarda Africa e Asia. Nel 1910 il 66,3% dei cristiani viveva in Europa, il 27,1% nelle Americhe, il 4,5% nell’Asia-Pacifico, l’1,4% nell’Africa sub-sahariana, lo 0,7% nel Medio Oriente e Africa del nord. La situazione è radicalmente cambiata: oggi l’Europa è al secondo posto (25,9%) mentre il maggior numero di cristiani (36,8%) è nelle Americhe. Ma a crescere sono state soprattutto l’Africa sub-sahariana, che ora rappresenta il 23,6% dei cristiani e l’Asia-Pacifico, salita al 13,1%. Praticamente identica la presenza in Medio Oriente e Africa del nord: era lo 0,7% è lo 0,6%.

Anche la distribuzione globale dei cristiani ha subito un mutamento significativo: nel 1910 i cristiani che vivevano nel Nord del mondo (Europa, America del nord, Australia, Giappone e Nuova Zelanda) erano circa i quadruplo di quelli che vivevano nel Sud (il resto del mondo). Ora il 61% sono al Sud e il 39% al nord.

A livello locale, i cristiani nell’Africa sub-sahariana erano il 9% della popolazione nel 1910, ora sono il 63%, mentre nell’Asia-Pacifico, erano il 3% e sono il 7%.

I cristiani sono maggioranza in 158 dei 232 Paesi e territori presi in esame dalla ricerca, ma si tratta spesso di Paesi relativamente piccoli. Essi sono minoranza, invece, in alcuni dei Paesi più popolosi del mondo. In Cina e India, così, ci sono le minoranze cristiane più numerose, con, rispettivamente, oltre 67 milioni e quasi 32 milioni di fedeli, il 5,0 e il 2,6 per cento delle rispettive popolazioni. In questa classifica, seguono l’Indonesia, con 21.160mila cristiani (8,8%), la Corea del Sud con 14,1 milioni (44,8%), il Vietnam (7,030 milioni – 8,0%). Al nono posto si trova il Kazakhstan (4,14 milioni – 26,2%).
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