23/08/2004, 00.00
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Elogi e critiche all'eredità di Deng Xiaoping

I festeggiamenti per i 100 anni dalla nascita del "grande architetto", occasione per un bilancio sul bene e sul male della politica del Partito Comunista

Pechino (AsiaNews) – Centinaia di migliaia di persone hanno festeggiato ieri i 100 anni dalla nascita di Deng Xiaoping, definito "l'architetto delle riforme economiche", morto nel '97. Fu lui che, già emarginato da Mao Zedong, alla morte del Grande Timoniere, riuscì a prendere il potere e ad aprire la Cina al pragmatismo e all'economia di mercato.

Giornali sono pieni di foto e di articoli; per strada enormi cartelloni inneggiano alla figura di Deng. A Pechino, Shenzhen, Quanzhou e Guangan, il suo paese natale, vi sono mostre ed eventi per celebrare la sua vita e i risultati della sua politica, che ha portato la Cina ad essere un gigante economico mondiale.

Ieri nella Grande Sala del Popolo, in piazza Tiananmen, il presidente Hu Jintao ha elogiato "il compagno Deng Xiaoping" che "in tutta la sua vita… non ha risparmiato nessuno sforzo per fare cose buone per il suo popolo". Il discorso di Hu, diffuso per televisione dal vivo, è stato applaudito dai tanti leader del partito lì presenti. Di fronte a un enorme ritratto di Deng, Hu ha elogiato l'idea cara a Deng di "una nazione, due sistemi", che ha permesso il ritorno quasi indolore di Hong Kong e Macao alla madrepatria. Egli ha anche esaltato la sobrietà di Deng, per essersi messo da parte alla fine della vita, fissando i tempi di pensionamento della leadership.

Hu ha pure difeso le scelte di Deng Xiaoping nell'autorizzare il massacro di Tiananmen: "Di fronte a sommosse politiche in patria e all'estero, alla fine degli anni '80 e nei primi anni '90, Deng…ha aiutato il Partito e la nazione a sopportare le dure prove e mantenere la linea corretta del socialismo con caratteristiche cinesi".

Gli attuali successi e difficoltà dell'economia cinese, spingono la gente a diverse valutazioni sull'opera di Deng. Li Hao, ex segretario del partito a Shenzhen, una delle 4 zone economiche volute da Deng Xiaoping per aprire la nazione alla modernizzazione e al mercato, intervistato da Xinhua ha detto che "senza Deng, la Cina avrebbe impiegato molto più tempo a camminare sulle strade delle riforme e delle aperture". Dall'altra parte, gli intellettuali continuano a considerarlo un conservatore che non ha mai messo in discussione il monopolio del partito Comunista".

Le sue riforme economiche hanno reso la Cina un gigante asiatico, ma la situazione di contadini e operai urbani è peggiorata, con un abisso sempre più crescente fra ricchi e poveri.

"Le politiche di Deng – afferma Liang Deming, un autista del Guangdong – hanno potenziato la crescita economica… , ma hanno creato anche molta corruzione. L'idea di Deng, di permettere che qualcuno si deve arricchire prima degli altri, non è rispettosa della nostra situazione. Chi si è arricchito per primo non è la gente in generale, ma i membri del partito".

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