28/10/2021, 11.55
ISRAELE-PALESTINA
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Gerusalemme: Chiese contro Israele che blocca un festival alla ‘Casa di Abramo’

Per il ministro Omer Bar-Lev l’evento aveva “legami diretti” con l’Autorità palestinese. In realtà la tre giorni era sostenuta da Francia e Austria come parte di un programma Onu. Per i capi cattolici è una decisione “crudele e ingiustificata”. La protesta dei musulmani per la demolizione di parte del cimitero islamico di al-Yusufiah. 

Gerusalemme (AsiaNews) - A Gerusalemme si apre un nuovo fronte di scontro fra i capi delle Chiese cattoliche di Terra Santa e il governo israeliano: al centro della controversia la celebre “Casa di Abramo” (Beit Ibrahim, nella zona est), da 50 anni punto di riferimento per cultura e ospitalità della città santa, dove erano in programma una serie di eventi cancellati all’improvviso dalle autorità dello Stato ebraico. Fra le ragioni del provvedimento vi sarebbero presunti “legami diretti” con l’Autorità e organizzazioni palestinesi. 

La Casa di Abramo è una guest house attiva da oltre mezzo secolo a Ras el-Amoud, quartiere di Gerusalemme est che fronteggia la città vecchia. Negli anni ha sempre accolto persone, gruppi di visitatori e famiglie di ogni estrazione e provenienza che volevano beneficiare di un clima fraterno e spirituale in Terra Santa. Gestita da Secours Catholique - Caritas France, essa ha fra gli obiettivi primari della missione quello di incoraggiare scambi fra quanti operano per la pace e la giustizia in Israele e in Palestina. 

A dispetto del cambio alla guida di Israele, con la caduta di Benjamin Netanyahu dopo un decennio al potere e l’ascesa di un nuovo governo guidato da Naftali Bennett, non sembrano cambiare le decisioni in tema di politica interna e di colonie, con il recente via libera a nuovi insediamenti. Nei giorni scorsi Israele ha dichiarato terroriste sei ong palestinesi, attirandosi persino le critiche di Stati Uniti (e Onu). Poi la vicenda del cimitero islamico di al-Yusufiah, vicino alle mura orientali, demolito e con le tombe divelte per fare spazio a un “percorso e parco biblico”. Per gli israeliani è un luogo di sepoltura “informale” e sacrificabile, per i musulmani è invece “fra i più antichi luoghi di sepoltura”. Il timore è che la scintilla possa innescare nuove violenze, come accaduto nel recente passato per Sheikh Jarrah

Dopo i musulmani, le autorità israeliane hanno aperto un fronte di tensione anche con i cristiani di Terra Santa, sempre più preoccupati per Gerusalemme, che dovrebbe essere “città inclusiva e non esclusiva di nessuno”, ma all’atto pratico è sempre più elemento di divisione. Il festival alla Casa di Abramo, fondata nel 1971 sulla vetta del monte degli Ulivi dopo la visita di papa Paolo VI, doveva durare tre giorni e ospitare esibizioni ed eventi culturali con il sostegno di governi di Austria e Francia attraverso il programma di sviluppo delle Nazioni Unite. Per il ministro israeliano della Pubblica sicurezza Omer Bar-Lev, invece, esso era legato “direttamente” all’Autorità palestinese, quindi andava bloccato. L’ordine esecutivo risale al 26 ottobre, con l’intervento della polizia. 

Fonti locali riferiscono che l’episodio non è isolato e già in passato molti eventi e iniziative ludiche, culturali e di festa sono state interrotte, a volte anche con l’uso della forza, da parte della polizia israeliana. Fra le tante ricordiamo un torneo di calcio fra famiglie nella città vecchia, fiere del libro, eventi per bambini e giornate della donna. 

In risposta alla decisione del ministro, i capi delle Chiese cattoliche di Terra Santa parlano di “preoccupazione e disapprovazione” per il blocco di un “evento culturale” in base a una decisione “crudele e ingiustificata”. A Gerusalemme, proseguono i leader cristiani, si assiste a “ripetuti atteggiamenti ostili e repressivi delle autorità israeliane” verso ciò che è considerato palestinese, come se essi “non avessero diritto di espressione” nella città santa. “Gerusalemme - conclude il comunicato - deve essere aperta a tutti, in modo uguale”. 

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