Giava: musulmani e cattolici sfilano insieme per promuovere la buona “jihad”
di Mathias Hariyadi
Una manifestazione nazionale da Surabaya a Jakarta organizzata dal movimento islamico Nahdlatul Ulama ha attraversato il Paese per combattere la radicalizzazione dell’islam e rilanciare il pluralismo.
Jakarta (AsiaNews) – Una grande manifestazione nazionale del Nahdlatul Ulama (Nu) ha attraversato il Paese, da Surabaya a Jakarta per oltre 1000 km, per promuovere la definizione originaria di “jihad”, guerra santa, che negli ultimi anni ha assunto un suono peggiorativo a causa dell’uso strumentale fatto dai radicali islamici. Non solo migliaia di seguaci del Nu hanno risposto alla manifestazione nazionale, ma anche un buon numero di cattolici provenienti da numerose parrocchie di Giava del nord; una manifestazione che voleva promuovere il pluralismo nel Paese.
Due sacerdoti nella diocesi di Purwokerto si sono uniti alla manifestazione, quando la marcia del Nu è giunta nella zona delle loro parrocchie . Erano p. Francis Windyantardi, parroco della chiesa del Sacro Cuore, e un altro sacerdote della chiesa di San Giuseppe a Mejasem, insieme a numerosi seminaristi. Il termine originario di “jihad” a Giava si riferiva alla lotta di guerriglia condotta nel novembre del 1945 contro il regime coloniale olandese.
Le strade principali di Giava del nord erano occupate da migliaia di seguaci di Nu che proclamavano a gran voce il loro orgoglio di essere musulmani moderati, e sventolavano le bandiere bianche e rosse dell’Indonesia, insieme a quelle del Nu. La principale figura politica del N, il ministro delle Risorse umane Muhaimin Iskandar ha sottolineato la necessità di dare voce allo spirito della buona “jihad”, così come è stata messa in atto dai loro antenati nel 1945. Per questo motivo preti e seminaristi erano felici di unirsi alla manifestazione, insieme a religiosi musulmani di primo piano.
Secondo p. Francis Widyantardi, questo gesto è stata una risposta positiva da parte dei quadri direttivi del Nu per affrontare il problema cruciali dell’Indonesia: la de-radicalizzazione del fondamentalismo islamico. Sotto il motto “dal Nu all’Indonesia” la “risoluzione jihadista” voleva promuovere lo sforzo di elevare lo spirito del pluralismo, ridurre la povertà e risolvere altre forme di ingiustizia.
Due sacerdoti nella diocesi di Purwokerto si sono uniti alla manifestazione, quando la marcia del Nu è giunta nella zona delle loro parrocchie . Erano p. Francis Windyantardi, parroco della chiesa del Sacro Cuore, e un altro sacerdote della chiesa di San Giuseppe a Mejasem, insieme a numerosi seminaristi. Il termine originario di “jihad” a Giava si riferiva alla lotta di guerriglia condotta nel novembre del 1945 contro il regime coloniale olandese.
Le strade principali di Giava del nord erano occupate da migliaia di seguaci di Nu che proclamavano a gran voce il loro orgoglio di essere musulmani moderati, e sventolavano le bandiere bianche e rosse dell’Indonesia, insieme a quelle del Nu. La principale figura politica del N, il ministro delle Risorse umane Muhaimin Iskandar ha sottolineato la necessità di dare voce allo spirito della buona “jihad”, così come è stata messa in atto dai loro antenati nel 1945. Per questo motivo preti e seminaristi erano felici di unirsi alla manifestazione, insieme a religiosi musulmani di primo piano.
Secondo p. Francis Widyantardi, questo gesto è stata una risposta positiva da parte dei quadri direttivi del Nu per affrontare il problema cruciali dell’Indonesia: la de-radicalizzazione del fondamentalismo islamico. Sotto il motto “dal Nu all’Indonesia” la “risoluzione jihadista” voleva promuovere lo sforzo di elevare lo spirito del pluralismo, ridurre la povertà e risolvere altre forme di ingiustizia.
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