21/11/2022, 12.40
INDIA
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Gli indù alla processione di Cristo Re: 'Gesù era diverso dagli altri sovrani'

di Purushottam Nayak

In molte diocesi dell'India le processioni per la festa tornate dopo la pandemia hanno mostrato un volto diverso rispetto all'intolleranza propagandata dagli estremisti. In Orissa e nel Rajasthan occasione di incontro e di promozione di pace e armonia tra le comunità relgiose.

Kandhamal (AsiaNews) - Dopo quasi tre anni di interruzione a causa della pandemia di Covid, molte diocesi indiane sono tornate ieri a celebrare con le processioni la festa di Cristo Re, un appuntamento molto sentito delle comunità cattoliche locali. Un momento di grande visibilità che ha visto anche molti indù unirsi ai festeggiamenti, con un atteggiamento opposto a quello dei gruppi radicali che spesso di rendono protagonisti di atti di violenza e ostilità.

La festa di Cristo Re ha visto per esempio radunarsi migliaia di persone con grande fervore religioso a Raikia, nel distretto di Kandhamal in Orissa. “Riunire un gran numero di persone nel nome di Gesù trasmette un messaggio chiaro: Gesù era una persona buona, pronta a difendere la verità, la giustizia, la pace, l’armonia, l’unità e la fratellanza”, ha detto Harihar Prasad, uno dei tanti indù che si sono uniti alla festa. “Ci sono molte vie per raggiungere l'unico Dio, ma l'egoismo umano crea divisione, superiorità e dominio. Il cristianesimo è una religione che ama la pace, la giustizia, l'unità e la fraternità”, continua Prasad.

“La festa di Gesù Cristo, il Re dell'Universo, ci dà l'opportunità di riunirci indipendentemente dalla religione, dalla setta, dalla casta, dal credo e dal colore”, ha aggiunto un’ex insegnante in pensione anche lei indù, Promila Sahu, presente alla celebrazione. “Fin dall'antichità - ha commentato ancora la donna - sono sorti re che sognavano di possedere un dominio mondiale, un regno universale che sarebbe durato per sempre. Ma Gesù è un re notevolmente diverso dai re della terra. È venuto per diventare il servo di tutti, per servire tutti, anche i suoi nemici”.

A Raikia la celebrazione è stata presieduta da p. Pradosh Chandra Nayak, vicario generale dell'arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar: “Il Signore oggi ci invita ad essere umili, ad essere giusti, ad essere servi, ad essere amanti della pace, della giustizia e della verità”, ha detto p. Nayak nella sua omelia. La liturgia è stata anche l’occasione per amministrare il sacramento della Prima Comunione a 35 bambini del distretto di Kandhamal.

Anche ad Ajmer nel Rajasthan - uno Stato indiano dove di recente raduni di preghiera pentecostali sono stati presi di mira da gruppi della destra nazionalista indù - la processione si è svolta in un clima di amicizia da parte degli altri gruppi religiosi indù e musulmani. P. Cosmos Shekhawat, vicario generale della diocesi, ha raccontato ad AsiaNews: “L'amministrazione ha concesso tutti i permessi necessari e le persone di altre fedi hanno accolto la processione sulla strada con dei fiori. Ajmer è molto pacifica: anche i leader spirituali delle altre religioni si sono messi ai lati della strada per darci il benvenuto".

“Durante la processione guidata da mons. Pius D'Souza, vescovo di Ajmer – continua p. Shekhawat - si è pregato per le varie intenzioni della nostra nazione per la pace e l'armonia. Ci siamo fermati anche all'Ospedale San Francesco, gestito dalla Congregazione delle Suore Missionarie di Ajmer, fondata nel 1911, che serve le persone di tutte le fedi e caste senza discriminazioni e si preoccupa in modo particolare delle cure mediche delle donne e delle ragazze povere ed emarginate. La processione si è poi conclusa nella scuola e nella cattedrale di Sant'Anselmo”.

(ha collaborato Nirmala Carvalho)

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