04/01/2022, 12.30
CINA
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Guangzhou: proteste contro Evergrande, sull’orlo della bancarotta

I manifestanti, tutti investitori, chiedono al restituzione dei loro soldi. Temono di essere sacrificati dalle autorità per salvare il gigante immobiliare. Cresce il disagio sociale per la situazione, polizia in allerta. In un altro colpo alla compagnia, la provincia di Hainan ordina l’abbattimento di 39 suoi condomini.

Guangzhou (AsiaNews) – Un centinaio di persone hanno protestato stamani davanti alla sede locale di Evergrande China Group. Il gruppo immobiliare del Guangdong – uno dei più grandi del settore a livello mondiale – ha accumulato debiti per oltre 300 miliardi di dollari (266 miliardi di euro). I manifestanti sono investitori che hanno acquistato prodotti finanziari dalla società in crisi e chiedono la restituzione dei loro soldi: gente che ha investito anche un milione di yuan (quasi 140mila euro).

Come riporta Reuters, i manifestanti temono che i loro investimenti siano sacrificati per evitare la bancarotta di Evergrande, una compagnia che il governo potrebbe ritenere “troppo grande per fallire”, date le possibili ricadute sociali.

Già in autunno, quando sono venuti alla luce i problemi finanziari del gigante immobiliare, investitori e fornitori erano scesi in piazza per protestare: un fatto non secondario in uno Stato autoritario come la Cina. La polizia è intervenuta per sedare la protesta, ordinando ai dimostranti di non creare problemi.

Negli ultimi cinque anni più di 80mila cinesi hanno comprato titoli finanziari di Evergrande per un valore di oltre 100 miliardi di yuan (14 miliardi di euro). Il 31 dicembre la compagnia ha detto di voler ripagare agli investitori parte del loro capitale (senza gli interessi) con 8mila yuan (1.115 euro) al mese da gennaio a marzo: un annuncio che ha scatenato il malcontento.

Le autorità di Pechino si dicono fiduciose di poter contenere i rischi economici e finanziari di un fallimento di Evergrande. Nonostante queste rassicurazioni, nei mesi scorsi AsiaNews ha appreso da diversi imprenditori cinesi che nel Paese vi è preoccupazione per un possibile rischio “sistemico” causato dal crollo dell’impresa. Per tutelarsi contro eventuali effetti negativi, molte aziende in Cina riducono gli investimenti nel comparto immobiliare – per il quale Xi Jinping ha deciso una stretta sui prestiti – indirizzandoli in altri ambiti.

Le preoccupazioni sono cresciute ancor di più dopo che ieri Evergrande ha sospeso le vendite alla Borsa di Hong Kong. La decisione è arrivata in seguito a rivelazioni di stampa secondo cui le autorità provinciali di Hainan hanno ordinato al gruppo di demolire in 10 giorni 39 condomini per irregolarità amministrative.

Evergrande ha 200mila dipendenti e in modo indiretto dalle sue attività dipendono altri 3,8 milioni di posti di lavoro in tutto il Paese. Il comparto immobiliare e quello delle industrie a esso collegato vale il 30% del Pil cinese: circa 5mila miliardi di dollari (4.400 miliardi di euro).

 

(Foto Reuters)

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