17/01/2007, 00.00
CINA
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Hu Jintao “dovrebbe cedere la presidenza al suo ex rivale”

Secondo fonti vicine alla leadership comunista, una corrente del Partito spinge affinché Zeng Qinghong, ultimo esponente della cricca di Shanghai, prenda il posto di Hu alla guida del Paese. La decisione dovrebbe essere presa nella prossima sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo.

Pechino (AsiaNews) – Hu Jintao è stato invitato a cedere la presidenza del Paese al vice presidente Zeng Qinghong (suo ex rivale, ora alleato) e concentrarsi per estendere il potere del Partito comunista tramite il ruolo di segretario generale. Lo confermano fonti vicine alla leadership nazionale.  

Secondo queste fonti, infatti, Hu – che detiene al contempo la carica di presidente, segretario generale del Pcc e capo supremo delle forze armate – dovrebbe effettuare il cambio della guardia nel corso della prossima sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo.  

Non è chiaro se la richiesta verrà accolta, ma essa è in ogni caso un segno del dibattito esistente fra i leader del regime comunista. Nella dirigenza, dice una fonte anonima, “molti pensano che non sia più necessario, per una persona, detenere allo stesso tempo 3 cariche”.  

Una seconda voce spiega che questa decisione “sarebbe un semplice ritorno alla normalità: al tempo di Mao, infatti, erano 4 i dirigenti che occupavano le cariche più alte dello Stato. La pratica è continuata per tutto il periodo di Deng Xiaoping e si è modificata solo quando, dopo il 1989, ha preso il potere Jiang Zemin”.  

E’ stato quest’ultimo, infatti, a decidere di accorpare le cariche: molti pensano che la decisione sia stata un espediente per rafforzare la sua debole posizione all’interno della dirigenza comunista. Dopo la graduale cessione del potere da parte di Jiang, Hu Jintao non ha fatto nulla per modificare la situazione.  

Secondo alcuni analisti, cedere la presidenza potrebbe apparire come un segno di debolezza: per altri, “Hu potrebbe apparire magnanimo e sicuro di sé”. La decisione, comunque, è difficile: il presidente della Cina, infatti, è per tradizione colui che mantiene i rapporti con il resto del mondo.  

La possibile scelta di Zeng come presidente apre la porta ad altre ipotesi. Zeng è infatti l'ultimo esponente di rilievo della "cricca di Shanghai", il gruppo di potere creato da Jiang Zemin. Da rivale di Hu Jintao, egli si è nel tempo allineato alle sue posizioni ed ha approvato ogni sua decisione.   La mossa di condividere il potere sembra più una via per mantenerlo tutti insieme, evitando divisioni che potrebbero indebolire tutti. Anche l’allontanamento del potente segretario del Partito di Shanghai, Chen Liangyu, accusato di corruzione, sembra essere solo un episodio, teso a rafforzare la nuova alleanza.

La proposta di diversi intellettuali di distinguere il governo e il Partito è invece guardata come un'eresia dalla leadership che ha riaffermato a più riprese la funzione "guida" del Pcc.

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