24/04/2021, 11.18
INDONESIA-MYANMAR
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I leader dell’Asean discutono la crisi del Myanmar

Il raduno si tiene a Jakarta, sede del segretariato dell’organismo del sud-est asiatico. Presenti i leader di Indonesia, Vietnam, Singapore, Malaysia, Cambogia e Brunei, e i ministri degli Esteri di Laos, Thailandia e Filippine. Il gen. Min Aung Hlaing è vestito come un civile. Ieri e oggi manifestazioni in Myanmar, apparentemente senza violenza. Le richieste del governo di unità nazionale.

Jakarta (AsiaNews) – I leader dell’Asean hanno cominciato un incontro di emergenza per cercare qualche pista che porti a ridurre la violenza nel Myanmar, da oltre due mesi vittima di un colpo di Stato militare (foto 1).

L’incontro si svolge nella sede del segretariato Asean, nella capitale indonesiana, ed è presente il capo della giunta militare del Myanmar, gen. Min Aung Hlaing. Questi era giunto in mattinata, vestito non con le insegne militari, ma con un completo all’occidentale scuro.

Davanti alla sede Asean, diversi gruppi di persone, molti musulmani, hanno manifestato contro il colpo di Stato e a favore della democrazia nel Myanmar (foto 2).

Anche in Myanmar sono programmate per oggi molte manifestazioni contro la giunta e a favore del governo di unità nazionale (Nug), una specie di governo civile in esilio, che vorrebbe essere riconosciuto dalla comunità internazionale al posto di quello militare uscito dal colpo di Stato.

L’incontro di Jakarta è stato voluto con forza da Indonesia, Brunei e Malaysia, oltre che da Singapore. I Paesi Asean temono che le violenze della giunta diffondano instabilità e valanghe di profughi oltre i confini del Myanmar.

Secondo voci dietro le quinte, i leader dell’Asean vogliono strappare al gen. Min Aung Hlaing l’impegno di fermare le violenze contro i civili che dal primo giorno del colpo di Stato (1° febbraio 2021) continuano a manifestare nelle piazze del Paese.

Secondo l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici, fino ad oggi la giunta ha ucciso 745 persone e compiuto 3371 arresti.

Un fatto interessante: ieri vi sono state manifestazioni a Yangon e Mandalay, ma le forze di sicurezza non sono intervenute, forse per timore di una condanna più forte da parte dei Paesi Asean oggi (foto 3).

All’incontro di Jakarta sono presenti i leader di Indonesia, Vietnam, Singapore, Malaysia, Cambogia e Brunei, insieme ai ministri degli Esteri di Laos, Thailandia e Filippine. I giornalisti non sono ammessi.

Fino all’ultimo molte organizzazioni internazionali hanno sperato che al raduno fossero invitati anche rappresentanti del Nug. Il dott. Sasa, inviato speciale nella comunità internazionale per il Nug ha fatto però sapere: l’Asean deve ottenere che i militari non uccidano più i civili; fermino i bombardamenti dei villaggi delle minoranze etniche; rilascino i prigionieri politici e trasferiscano il potere al Nug.

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