04/05/2021, 08.44
RUSSIA
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Il ‘fuoco della Grazia’ da Gerusalemme a Mosca. Gli auguri pasquali di Kirill, Putin e Naval’nyj

di Vladimir Rozanskij

Ogni anno, la notte di Pasqua, il “fuoco della Grazia” si accende “miracolosamente” nella cripta del Santo Sepolcro a Gerusalemme e viene portato nei vari Paesi ortodossi. Il portatore per Mosca è Vladimir Jakunin, membro dei servizi di sicurezza e amico fidato di Vladimir Putin. Kirill: La pandemia non può oscurare la grazia dei sacramenti e della santa Eucarestia. Gli auguri di Aleksej Naval’nyj dal carcere di Vladimir.

Mosca (AsiaNews) - Anche in questo anno 2021 della pandemia, la notte del 2 maggio si è rinnovato a Pasqua il “miracolo ortodosso” più atteso: l’accensione spontanea del fuoco nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, alla presenza di delegazioni più nutrite dello scorso anno, quando l’aula del santuario era semivuota. Nella cripta erano radunati i vari mecenati dei Paesi ortodossi, che a proprie spese s’incaricano di diffondere il sacro fuoco nei vari Paesi. Per la Russia l’incarico, come da diversi anni, è stato affidato a Vladimir Jakunin, ex-capo delle Ferrovie russe (foto 1) e membro autorevole dei servizi di sicurezza (FSB), uno dei principali attori della “guerra informatica” russa contro l’Occidente, da cinque anni a capo del forum per il Dialogo delle civiltà.

Quand’era a capo delle Ferrovie, Jakunin ha creato la Fondazione di S. Andrea Protoclito, che ha come scopo principale il trasporto del “fuoco della Grazia ( Blagodatnyj Ogon)” in Russia e in tutti i Paesi dove esiste una consistente colonia di russi emigrati. Jakunin è uno dei più fidati amici di Vladimir Putin, con cui ama condividere le escursioni venatorie. Lo stesso Putin ha rivolto i suoi auguri pasquali “a tutti i cristiani ortodossi, ai cittadini della Russia che si rallegrano per la Resurrezione di Cristo, festa della vita, del bene e della giustizia, che ha un enorme significato morale”.

Il presidente ha partecipato alla liturgia della notte pasquale nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, e si è congratulato con il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev), che a sua volta ha ringraziato il capo dello Stato “per la sua attenzione al servizio del patriarcato di Mosca, e il sostegno attivo alle sue iniziative, soprattutto quelle che hanno valore sociale”. Kirill ha inviato i suoi auguri a tutti i presidenti delle 10 Chiese Ortodosse locali da lui riconosciute, compresa quella americana e canadese, escludendo i greci con cui la comunione è interrotta. In compenso, ha riservato un saluto particolare agli astronauti, e ai politici “dei Paesi di tradizione ortodossa” della Grecia, di Cipro e della Macedonia del nord.

Durante la liturgia, il patriarca ha detto che “la pandemia non può oscurare la grazia dei sacramenti e della santa Eucarestia”, anche se ha costretto i fedeli a una partecipazione molto limitata, circa l’1% della popolazione invece del 3-5% degli ultimi anni. Molti però si sono recati presso le chiese a far benedire il kulič, il tradizionale panettone pasquale (foto 2 e 3), insieme agli altri dolci e alle uova colorate, nonostante il patriarcato avesse diffuso testi di benedizione da recitare autonomamente a casa.

Kirill ha aggiunto che “questa Pasqua è speciale, poiché ci farà passare al di là della pandemia come il popolo d’Israele fu liberato dalla schiavitù egiziana, e come Cristo ha distrutto le porte del grande nemico dell’umanità, la morte”. Il patriarca ha ricordato le “tre lezioni” di questo periodo: la fragilità umana, il senso di responsabilità e l’importanza della comunicazione tra gli uomini, “secondo relazioni non virtuali, circondandoci di applicazioni e schermi, ma nell’autentico rapporto con l’altro”.

Anche il più famoso detenuto di Russia, Aleksej Naval’nyj, ha diffuso dal carcere di Vladimir un testo riportato dai social media, in cui si congratula con tutti “per la festa più bella della nostra tradizione… purtroppo non posso condividere con voi a pieno titolo il banchetto pasquale, sono ancora nella prima metà della mia interessante trasformazione, da scheletro che appena riesce a trascinarsi le ossa in uomo molto affamato, ma le poche cucchiaiate di kaša che mi permettono, me le mangio con un magnifico stato d’animo pasquale”.

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