26/03/2015, 00.00
INDIA
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India, Narendra Modi accelera per approvare la legge “anti-contadini”

Il governo nazionalista indù vuole far passare un emendamento che rende più facili gli espropri terrieri, a favore delle grandi aziende. Per l’opposizione il provvedimento “promuoverà divisioni e disarmonia sociale”. Per sbloccare lo stallo politico, il Primo ministro potrebbe attuare una manovra legislativa usata solo in altri tre casi nella storia indiana.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il governo di Narendra Modi è vicino a far approvare una nuova legge (Land Bill) che promette di rendere più facile l’acquisizione di terreni alle aziende private, uno dei più grandi ostacoli per chi vuole investire in India. Il provvedimento però rischia anche di essere il peggior passo falso dell’acclamato premier, perché va a colpire i tanti contadini del Paese, ovvero quasi il 60% della popolazione indiana.

Nel dicembre 2014 il governo del Bharatiya Janata Party (Bjp, nazionalisti indù) ha emesso un’ordinanza (Land Ordinance) per modificare alcune parti della legge sull’acquisto dei terreni (Right to Fair Compensation and Transparency in Land Acquisition, Rehabilitation and Resettlement Act 2013 – LARR Act 2013). Il 10 marzo scorso il governo è riuscito a far passare l’emendamento nella Lok Sabha (Camera bassa o Casa del popolo).

L’attuale proposta riserva l’acquisizione delle terre a cinque categorie di destinazione d’uso: difesa; infrastrutture rurali; alloggi a prezzi accessibili; corridoi industriali; progetti di infrastrutture che includono una partnership tra aziende statali e private (Ppp).

Il punto più dibattuto è però un altro. La bozza esonera queste categorie dalla disposizione principale del LARR Act 2013, che richiede il consenso dell’80% dei proprietari di terreni per l’acquisizione per progetti privati e del 70% per i progetti Ppp. Per il Bjp è a causa di questa clausola che tanti progetti hanno subito un stallo.

Tuttavia, secondo i partiti dell’opposizione il disegno di legge è “anti-contadini” perché “legalizza” gli espropri terrieri. Inoltre i risarcimenti previsti in cambio della “vendita” dei terreni non sarebbero sufficienti per consentire agli occupanti di comprarne altri e avviare una nuova attività.

La scorsa settimana politici del Congress e altri alleati hanno manifestato a New Delhi per “proteggere gli interessi dei nostri agricoltori”. Sonia Gandhi, presidente del partito, ha detto: “Tutte le forze progressiste, laiche, democratiche e lungimiranti sono determinate a sconfiggere il disegno del governo Modi per promuovere divisioni e disarmonia sociale”.

L’emendamento deve ancora passare nella Rajya Sabha, la Camera alta del Parlamento, dove però è la United Progressive Alliance (Upa), coalizione guidata dal Congress, ad avere la maggioranza. Tuttavia, il governo ha tempo solo fino al 5 aprile per trasformare l’emendamento in decreto, data in cui scade la validità dell’ordinanza. Per evitare questa eventualità, Modi ha il potere di chiamare una “sessione congiunta” delle due camere, presieduta dallo speaker della Lok Sabha. In questo caso, basta una semplice maggioranza per far passare la legge.

Finora, solo tre leggi sono state promulgate con questa manovra legislativa: il Dowry Prohibition Act (1961), che ha vietato la dote nei matrimoni; il Banking Service Commission Repeal Bill (1978), abrogazione di una legge per la selezione degli impiegati di banca; il Prevention of Terrorist Activities Act (2002), una legge anti-terrorismo più dura.

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