02/07/2016, 09.20
INDIA
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India, attaccati fedeli e chiese protestanti: una è in via di ricostruzione

di Nirmala Carvalho

Le violenze sono avvenute in Telangana, Karnataka e Haryana. La chiesa di Hyderabad era stata demolita dalle autorità cittadine, ma ora è in fase di ricostruzione. I fedeli di Haveri non hanno più un luogo di culto; quelli di Panchkula sono stati malmenati da 100 radicali indù.

Mumbai (AsiaNews) – In India negli ultimi giorni sono stati attaccati tre luoghi di culto cristiani in altrettanti episodi di violenza. In uno di questi le autorità municipali di Hyderabad (nel Telangana) hanno demolito la chiesa di Heason a Malakpet, uno dei quartieri più antichi della città. Il Global Council of Indian Christians (Gcic) ha portato la protesta dei fedeli di fronte all’edificio dell’amministrazione e ora la chiesa protestante è in fase di ricostruzione.

Sajan K George, presidente del Gcic, gioisce con AsiaNews dell’esito positivo della vicenda, ma ricorda “le precarie condizioni di vita della minoranza cristiana e l’insicurezza dei luoghi di culto”.

Il 16 giugno scorso la chiesa protestante, guidata dal pastore Jaipal, è stata rasa al suolo. I fedeli riuniti dal movimento cristiano hanno manifestato contro la dissacrazione del luogo di preghiera. Sajan K George fa notare che “i fedeli di Malakpet sono molto poveri e vivono in pessime condizioni socio-economiche. La Chiesa dà loro consolazione, tranquillità e speranza”.

Se la controversia di Hyderabad è stata ricomposta, ben altra è la situazione in cui versa la chiesa El Shaddai Assembly of God ad Haveri, nel Karnataka. Il 12 maggio scorso la chiesa è stata consacrata dal pastore Basavaraj Marudi, ma il 19 giugno una folla di estremisti indù di estrema destra ha fatto irruzione e ha interrotto la funzione domenicale. Senza essere stati provocati, gli indù hanno rivolto contro il pastore false accuse di conversioni forzate, hanno scacciato i fedeli e intimato al pastore di non continuare il suo ministero nella zona.

La sera stessa, continua il presidente del Gcic, “la folla è ritornata in chiesa, ha sfondato il portone d’ingresso e ha posizionato la statua di una divinità indù e issato una bandiera”. Domenica scorsa (26 giugno) non si sono svolte né la funzione, né altre preghiere.

Il terzo episodio di violenza contro i cristiani è avvenuto nella città di Panchkula, in Haryana. Qui in una sala cittadina il 27 giugno era previsto un convegno guidato dal pastore Vicky, ma all’ultimo momento l’amministrazione locale ha negato il permesso. Posticipato al giorno seguente, il convegno è stato interrotto da circa 100 radicali armati di bastoni. Essi hanno aggredito i fedeli radunati per la preghiera serale e li hanno picchiati con forza. Non sono state risparmiate nemmeno le donne e i bambini: molti sono stati costretti a ricorrere a cure mediche per le ferite inferte.

Sajan K George conclude: “Tutto questo è inaccettabile. I cristiani sono una minoranza minuscola. Non stiamo facendo niente di incostituzionale o criminale. Questi attacchi compiuti in vari Stati sono deplorevoli per l’India laica. Sono attuati da malviventi che rimangono impuniti a causa della mentalità zafferanizzata e la loro affiliazione [con il governo] li rende liberi di continuare a terrorizzare e molestare i cristiani”.

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