08/06/2006, 00.00
India
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India, giudici chiedono un organismo ufficiale a tutela dei luoghi di culto

L'Alta corte dell'Uttar Pradesh ha stabilito che deve essere creata un'agenzia statale a difesa di coloro che operano dentro i templi di tutte le religioni. Proposto anche un "censimento" dei luoghi santi.

Lucknow (AsiaNews/Icns) – L'Alta corte di Allahabad, nello Stato settentrionale dell'Uttar Pradesh, ha chiesto al governo di costituire un'agenzia ufficiale che monitori l'amministrazione dei templi indù e dei luoghi di culto delle altre religioni presenti sul territorio statale.

Con un'ordinanza emanata ieri, i giudici hanno definito "urgente ed importante" che venga regolato il funzionamento dei templi e dei monasteri e propone come "soluzione migliore" un organo ufficiale composto da membri del governo.

I magistrati, fra i quali i giudici S N Srivastava e Satya Narain, hanno inoltre chiesto al governo di stabilire una paga minima per i religiosi e per tutti coloro che lavorano per il mantenimento delle strutture e per la preparazione delle cerimonie. Una tabella con i dati relativi a queste paghe "dovrebbe essere pronta entro tre mesi".

La decisione della Corte deriva da una petizione presentata alla magistratura da alcuni operatori del tempio Manas Mandir, che si trova a Varanasi, la città santa degli indù. Gli operatori hanno sottolineato "il risarcimento irrisorio" che viene corrisposto loro e si equiparano a lavoratori "come tutti gli altri". Nonostante il parere favorevole della Commissione per il lavoro dell'Uttar Pradesh, la direzione del tempio si era rifiutata di corrispondere la paga minima prevista dai contratti statali e si era appellata all'Alta corte.

Quest'ultima ha deciso che, sebbene non è applicabile ai luoghi di culto la normale legislazione del lavoro, coloro che vi operano all'interno devono ricevere il "giusto sostentamento per una vita dignitosa", così come previsto dall'art.43 della Costituzione indiana. "Anche se lavoriamo per servire Dio – spiega K. Satiah Sharma, uno dei firmatari della petizione – non abbiamo soldi per prenderci cura delle nostre famiglie e questo non è giusto".

I giudici hanno poi suggerito alle autorità di stilare una sorta di "censimento" dei luoghi di culto presenti sul territorio, per evitare che ne nascano di nuovi "non autorizzati" e poter "meglio proteggere quelli che invece operano per i fedeli".

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