17/07/2015, 00.00
FILIPPINE
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Ispirati da Papa Francesco, sempre più giovani filippini scelgono la vita consacrata

Dopo il viaggio apostolico del pontefice argentino è cresciuto il numero di ragazzi e ragazze che si rivolgono ai centri vocazionali. I giovani lasciano gli uffici e intraprendono un cammino che conduce al “seminario, in convento o in un monastero”. Coordinatore vocazionale: "Felici, ma conta più la qualità della quantità”.

Manila (AsiaNews/Cbcp) - Dal viaggio apostolico di papa Francesco nelle Filippine, un numero sempre crescente di giovani uomini e donne si rivolgono ai centri vocazionali dicendo di aver trovato ispirazione nelle parole e nei gesti del pontefice. E fra le varie opzioni che vengono prese in esame per il futuro, si fa strada con maggiore forza anche quella del sacerdozio e della vita consacrata, maschile e femminile. A confermarlo è Edwin Dio Despabiladeras, coordinatore vocazionale del santuario nazionale di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Baclaran, distretto a nord di Parañaque, nella regione di Metro Manila. In questi ultimi mesi, spiega, vi è un numero sempre maggiore di persone, in particolare giovani professionisti, che lasciano l’ufficio per iniziare un cammino interiore che conduce poi “all’ingresso in seminario, in convento o in un monastero”. 

“Non possiamo certo negare - afferma il leader cattolico - che la recente visita di papa Francesco [le Filippine sono l’unico Paese a maggioranza cattolica in Asia, ndr] sia la causa di questo aumento improvviso nel numero di persone che desiderano indagare la propria vocazione”. Tuttavia, aggiunge Despabiladeras, anche se l’aumento di ingressi e adesioni è un fatto positivo bisogna comunque valutare con attenzione quali saranno le “vere vocazioni” rispetto ad una scelta momentanea determinata dal sentimento. 

Non possiamo certo escludere che alcune di queste, racconta, siano “frutto dell’amore e dell’ammirazione per il Santo Padre, a dimostrazione di quanti egli sia un vero testimone della Buona Novella”. Quanti desiderano avviare il cammino vocazionale partecipano a un mese iniziale di ricerca e meditazione interiore. “Dopo di che - racconta il coordinatore vocazionale - ciò a cui guardiamo è più la qualità della quantità”. In questi incontri, aggiunge il missionario laico filippino, le persone hanno modo di confrontarsi e discutere delle proprie scelte e di godere di un “rapporto rinnovato con il Signore”. 

Oltre a seguire questi centri, Despabiladeras visita con regolarità le scuole di Luzon con lo scopo di “piantare il seme della vocazione” nei cuori e nelle menti degli studenti. “Non lo chiamo reclutamento - spiega - che di questi tempi ha assunto una connotazione negativa. Ma è il nostro modo di dire ai giovani che esiste una alternativa alla vita cui sono abituati”. 

A conferma delle parole del coordinatore vocazionale del santuario nazionale di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Baclaran, anche p. Hernando Coronel, rettore del Seminario di San Carlo, riferisce di un aumento di persone che affrontano il cammino di formazione e la visita del papa. Quest’anno, racconta il sacerdote, si è registrato un aumento pari al 13% delle persone iscritte ai corsi di filosofia e teologia. “Siamo felici del fervore manifestato dalla gente - aggiunge - e dell’aumento delle vocazioni. Ora puntiamo sulla perseveranza dei seminaristi e sulla qualità del loro impegno”. 

Per fratel Nestor Limqueco, professore e membro della Fraternità laica di San Domenico (Csd), l’animazione vocazionale non è un lavoro esclusivo di pochi. Non lasciamo soli il clero e i religiosi in questo compito, avverte, perché “in qualità di membri della Chiesa” anche i laici “sono chiamati a sostenere” questo compito. “Ciascuno di noi - conclude - in particolare i genitori e gli insegnanti devono collaborare, motivando le giovani menti al sacerdozio e alla vita consacrata”. 

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