19/03/2009, 00.00
THAILANDIA
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Istruzione per tutti: priorità del governo e della Chiesa thai

di Weena Kowitwanij
Il governo elabora un piano di 15 anni per garantire il diritto allo studio, improntato sul taglio dei costi e sulla tradizione thai. La Chiesa cattolica sostiene le famiglie povere del Paese, mantenendo lo standard dell’insegnamento. Prioritaria la promozione del dialogo interreligioso fra studenti.

Bangkok (AsiaNews) – La scuola è uno dei settori in cui si concentra l’attenzione del governo e della Chiesa cattolica della Thailandia. Per il primo ministro Abhisit Vejjajiva “tagliare i costi” e “garantire il diritto allo studio per 15 anni” a tutti i ragazzi del Paese sono una priorità in termini di educazione e sviluppo. Per i vescovi è altrettanto basilare garantire “il diritto allo studio per tutti”, mantenendo “elevati livelli qualitativi” e promuovendo “il dialogo interreligioso”.

Il Ministero della pubblica istruzione ha elaborato una riforma chiamata “15 anni di educazione gratuita” che prenderà il via a metà maggio, con il prossimo semestre. I 15 anni sono così suddivisi: tre anni di asilo, sei anni di scuola primaria e sei anni di scuola secondaria. Julin Laksanavisit, Ministro della pubblica istruzione, spiega che verranno promossi i valori della “qualità, moralità e della tradizione thai”. A beneficiare del programma saranno più di 12 milioni di famiglie del Paese, con un “piano speciale” per 925 scuole in tre province del sud. Tra queste vi sono le scuole musulmane guidate dai leader religiosi, che dovranno adattare il curriculum scolastico “agli standard qualitativi imposti agli altri istituti pubblici della regione”.

Il card Michael Michai Kitbunchu, presidente della Commissione per l’educazione della conferenza dei vescovi thailandesi, invita i presidi e i direttori degli istituti cattolici a “considerare con particolare riguardo i genitori e gli studenti poveri” riducendo o tagliando del tutto “le tasse scolastiche”.

Secondo statistiche del 2007, vi sono 317 scuole cattoliche sparse per il Paese che garantiscono istruzione a 234.585 alunni maschi (dei quali 12.809 di religione cattolica) e 250.153 femmine (13.309 le cattoliche). Gli insegnanti maschi sono 5698 (5117 cattolici) e 19.754 femmine (3.786 cattoliche). Già dai numeri emerge l’impronta interconfessionale degli istituti avviati dai cattolici, i quali hanno una duplice valenza: garantire un buon livello di istruzione per tutti gli studenti e favorire il dialogo fra le culture. Uno di questi istituti è la St. Joseph Upatham School a Nong Re, nella provincia di Nakhon Nayok: essa ospita 400 studenti e 23 insegnanti. Molte famiglie sono povere e le tasse sono la metà della media nazionale.

Un altro esempio di eccellenza arriva dalla St. Joseph School – la più vecchia del Paese, con più di 100 anni alle spalle – situata nella provincia di Ayutthaya. Nel 2007 essa ha ottenuto un importante riconoscimento dal re thai Bhumibol Adulyadej per un duplice motivo: il sostegno fornito agli studenti per esprimere al meglio il proprio potenziale; la promozione del dialogo interreligioso e di una vita in comune fra studenti di fede diversa, all’insegna della pace e dell’armonia. In questo istituto, fra l’altro, alcuni degli studenti di un tempo sono gli insegnanti o gli amministratori di oggi: “Sono fiera dello sviluppo della scuola – dice Nareerat  Yingyuod, vice-preside della St. Joseph School – perché siamo partiti con 2/300 studenti e ora tocchiamo quota 2500, dall’asilo alla scuola secondaria”.

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