14/12/2020, 08.22
RUSSIA
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Kaliningrad, è morto mons. Jerzy Steckiewicz, protagonista della rinascita cattolica

di Stefano Caprio

Il sacerdote è morto a causa del nuovo coronavirus. Nato a Grodno, fra Bielorussia e Polonia, è giunto in Russia nel 1991, ricostruendo il tessuto delle comunità cattoliche, dopo decenni di ateismo.

Roma (AsiaNews) – La Chiesa cattolica in Russia ha perduto uno dei suoi più importanti rappresentanti, stroncato dal Covid: nella notte tra il 12 e il 13 dicembre è morto il bielorusso mons. Jerzy Steckiewicz. Egli era decano della zona pastorale e parroco della parrocchia di Sant’Adalberto a Kaliningrad, enclave russa della Prussia orientale. Kaliningrad è la ex-Könisberg, città di Immanuel Kant, annessa all’Unione Sovietica dal 1945, alla fine della II Guerra mondiale

La zona, abitata da molti cittadini di origine polacca e lituana, ha una fitta rete di comunità cattoliche, in città e nei piccoli centri che si affacciano sul mar Baltico, riaperte proprio grazie a padre Jerzy. Il decanato di Kaliningrad fa parte dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, il cui arcivescovo, l’italiano mons. Paolo Pezzi (da poco guarito dal coronavirus), ha dato la notizia della morte del sacerdote.

Sul sito ufficiale della diocesi cathmos.ru, mons. Pezzi ricorda che “padre Jerzy ha iniziato la rinascita della Chiesa cattolica nella regione di Kaliningrad, dove ha servito per molti anni, si può dire che sia stato l’apostolo cattolico di questa regione. Non c’è una cittadina, un paese o un villaggio dove padre Jerzy non si sia recato. L’ho conosciuto subito dopo la mia consacrazione episcopale, e in ogni mia visita alla zona di Kaliningrad mi ha sempre stupito che ovunque andassi, tra i credenti ci fosse qualcuno che conosceva personalmente padre Jerzy e lo ricordasse o mi parlasse di lui”.

Monsignor Steckiewicz aveva 66 anni, era nato a Grodno sul confine tra Bielorussia e Polonia, la stessa città dell’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, primo vescovo cattolico a Mosca dopo il comunismo, di cui era stato uno dei primi collaboratori insieme al fratello padre Andrzy. Cresciuto in Polonia, era diventato sacerdote a Stettino nel 1981 per trasferirsi 10 anni dopo in Russia, curando fin dall’inizio in particolare proprio la regione di Kaliningrad.

Lo stesso sito diocesano ripropone una vecchia intervista a monsignor Steckiewicz, in cui egli ricorda i primi tempi della rinascita religiosa nell’ex-Unione Sovietica: “Fin dalla perestrojka degli anni Ottanta qui i fedeli ortodossi hanno potuto ricevere l’assistenza dei propri sacerdoti, mentre i cattolici li guardavano con invidia, ma si sentiva l’inizio di un tempo nuovo per tutti. Lo stesso Gorbačëv aveva dichiarato di essere battezzato, e non vedeva niente di male in questo… e così siamo arrivati anche noi missionari cattolici”.

Mons. Steckiewicz ha guidato a lungo anche la sezione locale della Caritas, e ha molto contribuito alla ricostruzione degli edifici ecclesiastici e delle strutture diocesane sul Baltico e in tutta la Russia. Fu lo stesso Kondrusiewicz a indirizzarlo in Russia, e fece parte del primo gruppo di sacerdoti cattolici, provenienti dalla Polonia e da vari Paesi del mondo, che in Russia dovevano sapersi unire rispettando le tradizioni e la storia di un Paese storicamente ortodosso, che da decenni era sottoposto all’ateismo di Stato. Come egli stesso raccontava nell’intervista, “ci chiamavano da vari paesi, a volte erano solo due-tre persone che pensavano di essere gli unici cattolici della città… poi quella parrocchia diventava una delle più belle, e si sviluppava in modo meraviglioso”.

Ma lo stesso padre Jerzy ricorda: “il padre della rinascita religiosa era solo il Signore Dio, noi siamo stati solo dei piccoli strumenti, che cercavano di svolgere il proprio servizio… strumenti non sempre adatti, ma il Signore riusciva sempre a usarci nel modo giusto”. La Chiesa cattolica in Russia è una comunità di minoranza, spesso legata alle origini etniche, ma di grande significato ecumenico e culturale non solo per la Russia, ma per tutto il mondo cattolico, grazie a umili e santi ministri come Monsignor Steckiewicz.

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