04/06/2016, 12.14
ASIA
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L’Asia e il mondo ricordano Muhammad Ali, leggenda della boxe

L’ex pugile è morto a 74 anni a Phoenix. Da 32 anni combatteva con il morbo di Parkinson. I tributi di molti pugili in Asia, che lo definiscono “una leggenda”

Manila (AsiaNews) – Manny Pacquiao, boxeur divenuto senatore è stato fra i primi a esprimere il suo dolore per la morte di Muhammad Ali (Cassius Clay), annunciata stamane. L’eroe dello sport, un’icona della boxe di tutti i tempi, è morto a 74 anni in un ospedale di Phoenix (Arizona), dove era stato ammesso per problemi respiratori. Alì soffriva da 32 anni di Parkinson.

“Abbiamo perso un gigante – ha detto Pacquiao – La boxe ha ricevuto benefici dal talento di Muhammad Alì, ma molti più benefici ha ricevuto l’umanità dal suo essere come uomo. I nostri cuori e le nostre preghiere vanno a tutta la famiglia di Alì”.

Queste parole mostrano i due lati della personalità di Muhammad Alì, divenuto famoso per le sue vittorie (tre volte campione del mondo di pesi massimi), ma anche per il suo impegno civile. Alla fine degli anni ’60 si rifiutò di andare a combattere nella guerra del Vietnam ed è sempre stato un difensore della causa dei neri in America. Nato come Cassius Marcellus Clay Jr, nel 1964 si convertì all’islam, prendendo il nome di Muhammad Alì.

Il suo stile di combattimento sul ring è stato ammirato da tutti, con movimenti veloci e colpi durissimi. Lui stesso lo definiva un “volare come una farfalla; colpire come un’ape”.

I suoi modi un po’ teatrali e pieni di orgoglio lo hanno reso una delle persone più famose al mondo.

Il pugile indiano Vijender Singh, ha detto che la morte di Alì è “una grande perdita. È una leggenda che ha ispirato la mia vita. Non ci sarà mai più nessuno come Alì. Egli era l’unico e il solo. Ma tutti noi continueremo a imparare dalla sua boxe”.

Chris John, professionista indonesiano di boxe, ora in pensione, ribadisce che Alì “è una leggenda…, un boxeur che tutti adoravano e che ha reso interessante questo sport”.

Zou Shimin, boxer in Cina, ha lasciato un messaggio su Weibo (il Twitter cinese): “Perché la sua vita ci è stata tolta? Voglio ancora seguire la sua via, desidero ancora un giorno vincere il campionato e trovare il modo di rendere omaggio a lui”.

Una volta un giornalista ha chiesto a Muhammad Alì cosa vorrebbe lasciare in eredità al mondo. Alì ha risposto: “Vorrei essere ricordato come un uomo che ha vinto tre volte il titolo dei pesi massimi, che era umoristico e che trattava tutti con giustizia. Come un uomo che non disprezzava quelli che si riferivano a lui… che si è levato a difesa delle cose in cui credeva… che ha cercato di unire tutta l’umanità mediante la fede e l’amore. E se questo è troppo, beh, penso almeno di essere ricordato solo per essere un grande boxeur divenuto un leader e un campione del suo popolo. E non mi importa se la gente si dimenticherà di quanto io ero bello”.

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