20/03/2021, 12.14
RUSSIA
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La Crimea ‘russa’: una vittoria di Pirro?

di Vladimir Rozanskij

I sette anni dall’annessione della penisola di Crimea festeggiati con grande dispendio di energie. Allo stadio centrale Lužniki di Mosca, 80mila spettatori quasi tutti senza mascherina. Le regole di sicurezza anti-Covid sono state temporaneamente sospese per “rianimare la popolazione”, depressa dal Covid e dalla crisi economica.  Nei sondaggi, la popolazione di Crimea afferma che si stava meglio sotto l’Ucraina. Mancano le condutture dell’acqua.

Mosca (AsiaNews) – Sette anni fa, grazie a un referendum-plebiscito tenutosi il 18 marzo 2014, la Federazione Russa ha annesso la Crimea. L’anniversario è stato festeggiato in Russia con grande dispendio di energie, dovendo rianimare un entusiasmo nazionalista che è andato scemando. Per fortuna di Putin, l’attacco del presidente Usa Joe Biden nei suoi confronti ha riportato l’umore popolare, se non proprio al livello del trionfo crimeano, almeno all’orgoglio della “grande potenza” di sovietica memoria.

Il più creativo degli entusiasti è stato Sergej Nosov, il governatore di Magadan, città sulla costa del Pacifico. Egli ha creato una poesia ad hoc per rispondere agli insulti di Biden: Cari vicini d’oltremare / Sazi e imponenti come piccoli dei / Non risvegliate l’orso russo da aizzare / Lasciatelo dormire nei suoi mausolei… La regione orientale da lui governata, è in effetti ancora popolata dagli orsi bianchi, e la minaccia appare assai efficace.

Alla presenza del presidente Putin, si è tenuta un’imponente manifestazione allo stadio centrale Lužniki di Mosca, con un grande concerto delle maggiori stelle russe del varietà. Gli 80mila spettatori erano quasi tutti senza mascherina, nonostante le regole anti-pandemiche in vigore.

Anche nella penisola crimeana si sono svolte numerose azioni celebrative, sotto il titolo La primavera della Crimea. Sette anni a casa. A Sebastopoli al mattino presto, sono stati posati dei fiori al Fuoco eterno, alla presenza di numerosi deputati della Duma di Stato eletti in Crimea, e alla sera si è tenuto un grande concerto.

La decisione di sospendere le regole di distanziamento è stata motivata con la necessità di “rianimare la popolazione”, depressa non solo dall’anno di Covid, ma anche dallo stesso settennato post-crimeano, che ha gettato la Russia in una grave crisi economica. L’ideologia super-sovranista del Krym Naš! (“La Crimea è nostra!), il grido di vittoria di Putin la sera del 18 marzo 2014, è ormai piuttosto sbiadito, e il ritorno della “terra santa” sul Mar Nero è ormai passato dalla cronaca alla storia, anche se tale ritorno non è riconosciuto né dall’Ucraina, né dalla comunità internazionale.

È curioso che invece, “deputati d’opposizione”, riuniti a Mosca il 14 marzo, siano stati arrestati per il mancato rispetto delle norme sanitarie!

Un gruppo di deputati, seguaci dell’ex-premier Mikhail Kasjanov, ha deciso comunque di provare a radunarsi di nuovo il 20 marzo, nello stesso albergo Ismailovo della domenica precedente, ma nel frattempo due di loro sono stati arrestati a Mosca: si tratta di Galina Filčenko e Sergej Tsukasov, uno degli organizzatori. I due deputati sono stati fermati davanti alle loro abitazioni, una mentre gettava la spazzatura e l’altro mentre si recava al lavoro, sempre con l’accusa di “violazione delle norme sanitarie” e “pericolo per l’ordine pubblico”.

Alla celebrazione, Putin ha cercato di mantenere un tono sacrale, pur dovendo ammettere i problemi verificatisi in Crimea negli anni successivi all’annessione. Il problema più drammatico è quello della siccità, per la carenza di condutture dell’acqua potabile. Il presidente ha promesso che “dopo la realizzazione dei progetti più grandi e prioritari”, come la costruzione del ponte di Kerč, il Krymskij Most tra la Crimea e la costa russa del Mar Nero, la nuova autostrada Tavrida (“della Tauride”) e l’aeroporto di Simferopoli, “entro il 2024 verrà risolto il problema dell’acqua”.

Lo scontento è diffuso fra gli abitanti della Crimea. In tutti i sondaggi essi ritengono di vivere oggi molto peggio di quando erano sotto l’Ucraina. I grandi progetti non hanno portato reali vantaggi neanche al turismo: i russi andavano in Crimea al mare anche ai tempi ucraini, ma molto più a buon mercato. E a parte i grandi finanziamenti statali, nessuna impresa privata sta attualmente investendo in Crimea, né quelle russe, né quelle straniere.

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