La pioggia artificiale del Kazakistan (e la preoccupazione del Kirghizistan)
Con la collaborazione tecnica degli Emirati Arabi Uniti il governo di Astana è il primo in Asia Centrale a sperimentare i sistemi di cloud seeding, per fornire umidità ai terreni agricoli anche nelle stagioni aride. Ma l'ex premier kirghiso Akylbek Žaparov ha lanciato l'allarme: le precipitazioni indotte artificialmente in una regione potrebbero avere un impatto negativo sul clima di un'altra.
Astana (AsiaNews) - Nel Kazakistan meridionale è stata utilizzata per la prima volta la tecnologia delle piogge artificiali. Il governo ha dichiarato che l'esperimento ha incorporato l'esperienza globale accumulata nella lotta alla siccità. Nel frattempo, il vicino Kirghizistan teme che gli esperimenti possano avere un impatto negativo sull'ecosistema della regione centroasiatica. A maggio è stato avviato un progetto di pioggia artificiale nella regione kazaca del Turkestan, con l'obiettivo di fornire umidità ai terreni agricoli su 911mila ettari di coltivazioni.
Il Kazakistan sta implementando questa innovazione in collaborazione con il Centro meteorologico azionale degli Emirati Arabi Uniti. La pioggia artificiale è il processo di conversione delle nuvole in precipitazioni, in inglese cloud seeding (“inseminazione delle nuvole”). Una nuvola è composta da minuscole goccioline d'acqua, troppo leggere per trasformarsi in pioggia, che quindi fluttuano nell'aria. Dopo che un aereo spruzza ioduro d'argento nel cielo, le goccioline si solidificano e intorno ad esse inizia a formarsi del ghiaccio. I cristalli di ghiaccio diventano gradualmente più pesanti e, dopo un po', cadono sotto forma di pioggia o neve.
Gli scienziati non sono concordi sull'efficacia di questa tecnologia; alcuni affermano che sia uno strumento utile in situazioni come gli incendi boschivi e la protezione dei raccolti dalla grandine, ma non è raccomandato il suo utilizzo per combattere la siccità prolungata. La tecnologia per indurre le precipitazioni è utilizzata in diversi Paesi tropicali, come in Thailandia, dove il programma di induzione della pioggia avrebbe aiutato a salvare i raccolti di riso dalla siccità. In Giordania, un Paese sabbioso, la tecnologia non ha potuto essere utilizzata a causa della scarsa o assente copertura nuvolosa. Tecnologie simili vengono utilizzate in Cina, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Stati Uniti e Francia.
Il Kazakistan è diventato il primo paese dell'Asia centrale ad applicare questa tecnologia, e dopo l'annuncio dell'iniziativa, politici e scienziati del vicino Kirghizistan hanno espresso preoccupazione. L'ex premier kirghiso Akylbek Žaparov ha scritto su Facebook che le precipitazioni indotte artificialmente in una regione potrebbero avere un impatto negativo sul clima di un'altra, affermando che "gli ecosistemi montani sono particolarmente sensibili a tali cambiamenti, e il Kirghizistan è uno dei Paesi leader nella regione in termini di formazione di risorse idriche. I nostri ghiacciai si stanno sciogliendo rapidamente. Fiumi, laghi e bilancio idrico dipendono direttamente dalla circolazione dell'umidità, dalla temperatura e dalle precipitazioni. Se la tecnologia di modificazione atmosferica artificiale venisse ampiamente utilizzata nella regione, le sue conseguenze potrebbero essere durature e influenzare l'intero ecosistema dell'Asia centrale".
Secondo il vice-ministro dell'ecologia del Kazakistan, Mansur Ošurbaev, le precipitazioni artificiali sono un'operazione eco-compatibile e innocua, che non causa siccità in altre aree, sottolineando che il Kazakistan sta implementando questo metodo in collaborazione con i rappresentanti dell'Organizzazione meteorologica mondiale. Il 15 maggio scorso, il presidente kazako Kasym-Žomart Tokaev ha ospitato in Turkestan Abdullah Al-Mandous, presidente dell'organismo delle Nazioni Unite e direttore generale del Centro meteorologico nazionale degli Emirati Arabi Uniti. Le due parti hanno sottolineato l'importanza di sviluppare sistemi di allerta precoce, modernizzare le infrastrutture meteorologiche ed espandere lo scambio di dati scientifici.
Mentre i media statali kazaki esaltano i benefici dell’iniziativa, anche gli scienziati locali nutrono forti perplessità. Secondo Bulat Essekin, coordinatore della piattaforma di esperti dell'Asia centrale sulla gestione delle risorse idriche, gli impatti di questa tecnologia non sono ancora stati studiati a fondo, pertanto il suo utilizzo dovrebbe essere prudente: "Quando il tuo vicino inizia dei lavori di ristrutturazione, come la sostituzione del tetto o del pavimento, è normale chiedersi quale impatto avranno. Il Kazakistan ha firmato la Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale transfrontaliero, e ci siamo impegnati a condurre consultazioni e valutazioni scientifiche prima di intraprendere qualsiasi intervento che possa avere un impatto sulle regioni limitrofe". Attualmente, non esiste un documento specifico nel diritto internazionale che regoli la questione delle precipitazioni artificiali. Gli esperti ritengono che la mancanza di una regolamentazione legale, nel tempo, potrebbe generare tensioni diplomatiche.
18/03/2025 08:45
26/03/2020 08:15




