07/07/2022, 10.04
COREA DEL SUD
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Lavoro, a Seoul dopo il Covid si sperimenta l'indennità di malattia

di Guido Alberto Casanova

In Corea del Sud non esiste una legislazione che riconosca in maniera generalizzata questo diritto. Ora un progetto pilota introduce per tutti la copertura in cinque città e in un distretto della capitale. La pandemia ha fatto emergere il problema con i dipendenti contagiati dal Coronavirus si presentavano sul luogo di lavoro pur di non perdere il proprio reddito.

Seoul (AsiaNews) - Assieme agli Stati Uniti, la Corea del Sud è uno degli unici due Paesi dell’OSCE in cui non esiste una legislazione che riconosca il diritto all’indennità per malattia ai lavoratori. Spesso sono le aziende stesse a rimediare a questa mancanza inserendo nei termini contrattuali il riconoscimento dell’indennità ma questa pratica non è universalmente applicata. Per quei lavoratori che non sono coperti, ogni malattia o infortunio non collegato al proprio lavoro si risolve in una diminuzione del reddito data l’assenza di appositi ammortizzatori sociali. Ciò però dovrebbe cambiare nei prossimi anni.

Dal 4 luglio, infatti, è entrato in vigore un progetto pilota in cinque città del paese e nel centralissimo distretto Jongno-gu di Seul che prevede l’introduzione di un’indennità per malattia o infortunio a chiunque risieda nelle sei zone o che comunque, anche se residente al di fuori delle zone designate, lavori per una delle 105 aziende che aderiscono al progetto. Il compenso verrà pagato con il budget dell’assistenza sociale nazionale ed è calcolato nel seguente modo: per ogni ora di assenza dal lavoro, al lavoratore verrà corrisposto il 60% del salario minimo per un massimo di 43.968 won al giorno, circa 33 euro. Qualsiasi tipo di malattia o infortunio accertato da un medico verrà accettato dalle autorità, salvo alcuni casi particolari come chirurgie plastiche che esulano da ragioni mediche.

Ognuna delle sei zone applicherà criteri diversi per circa un anno, al fine di valutare l’efficienza dei diversi programmi pilota. Alcune città riconosceranno solo i casi di ospedalizzazione come qualificanti per avere accesso alla tutela. Anche i tempi di pagamento dell’indennità e il numero massima di giorni variano da caso a caso. Entro il 2025, il ministero della Salute e dell’assistenza sociale spera di poter estendere il sistema a tutto il paese.

L’esigenza di introdurre un sistema di questo tipo è stata avvertita durante la pandemia, quando molti lavoratori non hanno potuto mantenere il proprio reddito perché affetti dal Covid-19. Annunciando il lancio del programma, il ministro dell’interno Lee Sang-min ha detto che “sulla scia delle grandi ondate di infezioni, come il Covid-19, è diventato importante costruire condizioni sociali in cui i lavoratori possano risposarsi e riprendersi se sono malati”.

L’introduzione di un sistema del genere si è resa necessaria dal momento che il governo nell’ultimo periodo sta valutando la possibilità di rimuovere i sette giorni obbligatori di auto-isolamento per chi è stato contagiato. Un sondaggio condotto dall’Istituto coreano per la salute e gli affari sociali ha riportato che nel 2021 solo il 46% dei dipendenti hanno preso un’indennità di malattia. Senza un compenso, c’è il rischio che i dipendenti contagiati dal Covid-19 decidano di presentarsi comunque sul luogo di lavoro pur di non perdere il proprio reddito. 

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