09/10/2022, 10.48
ECCLESIA IN ASIA
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Le Suore del Sacro Cuore nella più grande baraccopoli della Thailandia

di Steve Suwannarat

A Klong Toey nell'area portuale di Bangkok dove vivono in uno slum 100mila persone tra cui tanti migranti interni, una nuova iniziativa per la distribuzione di pasti in un contesto ulteriormente impoverito dalla pandemia. "La nostra scuola si trovava a pochi isolati di istanza, abbiamo raccolto l'invito di papa Francesco a lasciarci interpellare".

Bangkok (AsiaNews) - È da tempo la più grande baraccopoli della Thailandia e una delle più popolose dell’Asia; oggi è diventato anche un'area di immigrazione dalle “periferie” del Paese: lo slum di Klong Toey resta sinonimo di povertà e degrado, criminalità e tossicodipendenza nonostante gli ambiziosi progetti di riqualificazione urbana (secondo molti velleitari o elitari) e l’importanza dell’area portuale di Bangkok di cui è il centro. Un concentrato di umanità fluttuante e inquieta (si stima che vi abitino circa 100mila persone), concentrata in meno di due chilometri quadrati, con pochi servizi ma con la presenza di gruppi di volontariato e religiosi che cercano di alleviare le difficoltà, a partire dall’educazione e dalla salute dei minori e degli anziani.

Qui la pandemia ha colpito pesantemente, sia in termini sanitari, sia economici; anche per questo - una volta tolto l’obbligo anche in Thailandia il distanziamento sociale - sono quanto mai urgenti le iniziative di assistenza. In questo contesto le Suore del Sacro Cuore di Gesù di Bangkok, in collaborazione con la piccola comunità di missionari saveriani da tempo presenti nello slum, hanno avviato la distribuzione di pasti per circa 200 persone al mese al costo simbolico di un baht (meno di tre centesimi di euro), che vuole essere la risposta all’appello di papa Francesco a raggiungere i poveri che vivono ai margini della società.

“Non dobbiamo andar troppo lontano per incontrarli, dato che la nostra scuola si trova a pochi isolati di distanza dalla maggiore area depressa di Bangkok”, ha ricordato suor Orapin raccontando questa esperienza a Radio Veritas Asia e aggiungendo che a spingerle è stato l'invito di papa Francesco "a uscire dalle case e dalle sucole per andare a servire i poveri ai margini della società".

Un progetto, ricorda la religiosa, che non vuole essere solo assistenziale ma anche di “dialogo di vita”, di sostegno alle prime necessità ma anche di comprensione dei problemi e, infine, un canale di dialogo interreligioso con e tra una popolazione in maggioranza buddhista dove la convergenza di persone provenienti da più parti del Paese ha portato all’incontro e alla convivenza di fedi diverse.

Le attività sociali delle Suore del Sacro Cuore di Gesù a Klong Toey, tra cui la visita alle famiglie basandosi sull’esperienza saveriana, si differenziano da quella per loro abituale e molto apprezzata a Bangkok nel campo dell’istruzione: ma rispondono all’esigenza di raggiungere i bisogni là dove si trovano e dove mancano di soluzione.

 

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