Le autorità del Sichuan negano ogni responsabilità nel crollo delle scuole
Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il governo del Sichuan nega ogni responsabilità per il crollo delle scuole che hanno ucciso oltre 9mila studenti e docenti, su circa 60mila vittime totali del terremoto. Nel corso di un apposito seminario presso l’Accademia delle Scienze sociali a Chengdu, Gao Yongzhao, vicepresidente dell’Istituto del Sichuan di ricerche sulla costruzione, ha dichiarato “impossibile accertare dalle macerie” se gli edifici sono crollati per carenze costruttive. Chen Xingliang, professore di diritto dell’Università di Pechino, ha aggiunto che è “difficile” accusare qualcuno per il crollo delle scuole e determinare precise responsabilità. Opinioni condivise dagli altri illustri studiosi riuniti.
Queste opinioni sono state fornite dal Dipartimento di propaganda del Sichuan ai maggiori giornali della provincia, che le hanno pubblicate in primo pagina.
Il crollo delle scuole ha causato la morte di oltre 9 mila persone, fra studenti e insegnanti. Secondo i rilievi, bambini e insegnanti non hanno avuto nemmeno il tempo di correre ai ripari.
I genitori degli studenti morti hanno denunciato che gli edifici intorno alle scuole sono ancora in piedi e che molte scuole non erano in regola con le norme antisismiche e hanno chiesto indagini. Da tempo lo stesso premier Wen Jiabao (nella foto conforta i terremotati) promette tolleranza zero verso ogni episodio di corruzione. Da allora i giornalisti esteri che parlavano con questi genitori sono stati allontanati, come pure sono stati cacciati dalla zona molti volontari, come a Muyu o a Mianzhu. I genitori continuano a protestare e a indicare prove di cattiva costruzione. Ma le autorità appaiono determinate a evitare qualsiasi indagine seria.




