11/08/2006, 00.00
Indonesia
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Le ultime ore dei condannati a morte in Indonesia. Tibo: "Mi sento vicino a Dio"

di Benteng Reges

I tre si sono confessati e comunicati ed espresso le loro ultime volontà. Alcuni dicono che l'esecuzione non ci sarà. Manifestazioni e preghiera in tutto il paese.

Poso (AsiaNews) – A poche ore dall'esecuzione i 3 cattolici condannati a morte hanno fatto la loro ultima confessione e hanno partecipato all'eucarestia, incontrandosi con sacerdoti e avvocati che li hanno difesi in questi mesi. Secondo alcuni di loro l'esecuzione non sarà eseguita, perlomeno non questa notte.

"Sono quasi sicuro che non ci sarà l'esecuzione", ha detto Fabianus Tibo, uno dei 3 condannati. È della stessa opinione p. Norbert Bethan, svd, il direttore spirituale dei 3 condannati, anch'egli come loro originario di Flores. "Ho fiducia – ha detto ad AsiaNews - che questa notte non vi sarà l'esecuzione". A conferma di questa impressione, Roy Rening SH, uno degli avvocati, fa notare che fino a poche ore dall'esecuzione (alle 00.15 ora locale, ore 18 GMT), l'ufficio del Pubblico ministero a Palu è rimasto vuoto.

Dopo la partecipazione alla messa, Tibo ha detto di essere "pronto ad incontrare Dio. Lo sento vicino a me".

I 3 condannati a morte - per i quali oggi è intervenuto anche il papa, chiedendo un gesto di clemenza al presidente Susilo – hanno già dato disposizione per i loro funerali e la loro sepoltura. Tibo ha chiesto ai sacerdoti di celebrare un solenne funerale nella cattedrale di St Mary a Palu, presieduto dal vescovo mons. Peter Canisius Mandagi. Egli vuole essere sepolto a Beteleme Tua, nella reggenza di Morowali, dove ha vissuto per decenni. Dominggus da Silva e Marinus Riwu hanno invece chiesto ai sacerdoti di portare le loro salme al loro paese d'origine, sull'isola di Flores, nella provincia di East Nusa Tenggara.

Da Silva ha chiesto al gruppo di avvocati di "promuovere la giustizia e di lottare per l'onesta del sistema legale in Indonesia, dicendo al papa, al mondo e all'intera società indonesiana che esiste molta ingiustizia nei tribunali".

La famiglia di Tibo gli è vicina. Robertus, il figlio maggiore afferma che il padre gli ha chiesto di "prendersi cura della mamma": E aggiunge: "Sono profondamente triste nel vedere tutta quest'ingiustizia contro mio padre". La moglie di Tibo, Nurlin Kasiala, è rimasta in silenzio per tutto il tempo, visibilmente sconvolta.

In molte parti dell'Indonesia sono continuate veglie di preghiera e manifestazioni di cristiani e musulmani contro l'esecuzione dei tre, ritenuti innocenti.

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