Leone XIV al Regina Caeli: 'Comunità credente in Cina ottenga la grazia dell'unità'
Oggi, Domenica di Pentecoste, il papa ha ricordato il santuario di Sheshan, Shangai, nella Giornata per la Chiesa in Cina. L'invito alla preghiera per i cattolici cinesi come segno di "comunione con la Chiesa universale". Il ricordo delle comunità cristiane in Medio Oriente. Commento al Vangelo: "Spirito apre le porte della Chiesa perché sia ospitale verso tutti".
Città del Vaticano (AsiaNews) - La basilica di Sheshan a Shangai è un luogo di culto mariano in Cina, dove la Chiesa affronta la grande sfida dell’unità, come spesso ha raccontato AsiaNews. Oggi, Domenica di Pentecoste, è anche la Giornata di Preghiera per la Chiesa in Cina, nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei Cristiani, venerata a Sheshan. Papa Leone XIV, dopo la preghiera mariana del Regina Caeli di mezzogiorno, ha invocato la preghiera per i cattolici cinesi, ricordando il Santuario.
Dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano, di fronte a circa 30mila fedeli raccolti in una piazza San Pietro investita dal sole, il pontefice ha affermato che la comunione spirituale sia “segno del nostro affetto per loro e della loro comunione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro”. La Giornata per la Chiesa in Cina, oggi è la 17esima, venne istituita da Benedetto XVI.
“L’intercessione della Regina del Cielo ottenga alla comunità credente in Cina la grazia dell’unità e doni a tutti la forza di testimoniare il Vangelo nelle fatiche quotidiane, per essere seme di speranza e di pace”, ha aggiunto Leone XIV. “In particolare, invoco la pace eterna per le vittime dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in una miniera nel nord della Cina”. Ricordando le circa novanta persone che hanno perso la vita due giorni fa in un’esplosione in una miniera di carbone, nella provincia dello Shanxi.
Dopo il Regina Caeli, il pontefice ha ricordato anche le persone cristiane che soffrono a causa dei conflitti armati nel mondo. Anch’esse, come i cattolici in Cina, bisognose di speranza e pace. “A Maria Santissima, Aiuto dei Cristiani, affidiamo anche le comunità cristiane della Terra Santa, del Libano e di tutto il Medio Oriente, che soffrono a causa della guerra”, ha affermato Prevost.
Nell’odierna Solennità di Pentecoste ha invitato “a contemplare il dono dello Spirito Santo, effuso in abbondanza sulla Chiesa nascente e, oggi, nuovamente donato ai suoi membri”. Prima della preghiera mariana, il papa ha commentato il Vangelo del giorno (Gv 20,19-23). Soffermandosi sullo Spirito Santo che, come vento impetuoso, “aprì […]le porte, spinse i discepoli ad uscire e ad annunciare la Buona Notizia di Cristo risorto”, ha ricordato oggi.
Il papa ha chiesto di riflettere su quali siano le porte che lo Spirito apre. La prima è “quella di Dio stesso, nel senso che ci apre l’accesso al mistero di Dio, così come si è rivelato in Gesù Cristo”, ha detto. “Lo Spirito Santo ci aiuta a fare un’esperienza personale di Dio, a incontrarlo in Gesù e non solo nell’osservanza di una legge, a riconoscerlo in noi e a scoprire i segni della sua presenza nella vita quotidiana”, ha aggiunto il vescovo di Roma.
La seconda porta è quella del cenacolo, che simboleggia la Chiesa. “Senza il fuoco dello Spirito, la Chiesa rimane prigioniera della paura, timorosa davanti alle sfide del mondo, chiusa in sé stessa e quindi anche incapace di entrare in dialogo con i tempi che cambiano”, ha continuato. “Lo Spirito apre le porte della Chiesa perché sia accogliente e ospitale verso tutti, anche verso chi ha chiuso le porte a Dio, agli altri, alla speranza, alla gioia di vivere”.
Poi, lo Spirito apre anche le “porte dei nostri cuori, aiutandoci a vincere le resistenze, gli egoismi, le diffidenze e i pregiudizi, e rendendoci capaci di vivere come figli di Dio e fratelli tra noi”. Ovvero, dove lo Spirito soffia “nasce la fraternità tra le persone, i gruppi, i popoli della Terra, e tutti parlano l’unica lingua dell’amore, che unisce e armonizza le diversità”, ha detto il papa.
Infine, ha invitato, in questo giorno di Pentecoste, “a invocare lo Spirito Santo, perché apra tutte le porte che ancora rimangono chiuse”. Infatti, “abbiamo bisogno di riscoprire Dio come Padre che ci ama, di edificare una Chiesa dove tutti si sentano a casa e di far crescere un mondo fraterno, in cui regni la pace fra tutti i popoli”.
25/05/2025 12:52
11/05/2025 15:27




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