17/04/2014, 00.00
MYANMAR
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Messa crismale a Yangon: La gioia del sacerdozio è l'antidoto al clericalismo

di Francis Khoo Thwe

L’arcivescovo di Yangon ha presieduto la celebrazione assieme a 80 sacerdoti e 1400 fedeli. Il prelato sottolinea la “felicità” dell’essere al servizio della comunità e del “rapporto forte” con Dio. Un richiamo alla dimensione comunitaria, nella pratica della fede e nella gestione della vita della parrocchia.

Yangon (AsiaNews) - La "felicità" dei sacerdoti, l'essenza del sacerdozio e il clericalismo: attorno a questi tre temi si è sviluppata l'omelia della Messa crismale, celebrata questa mattina da mons. Charles Bo, arcivescovo di Yangon. Nel corso del suo intervento, il prelato si è rivolto in modo diretto ai sacerdoti concelebranti, chiedendo loro se "fossero felici" della scelta compiuta. Egli ha quindi aggiunto che, in base a una ricerca recente, il 92,4% dei preti vive con gioia la propria vocazione, a fronte di un 45% fra i laici, che spesso sono "insoddisfatti" della loro vita. Fra le ragioni, ha aggiunto mons. Bo, della maggiore felicità di un sacerdote "il senso interiore di pace, il rapporto forte con Dio, la visione del celibato come chiamata personale di Dio, l'obbedienza al proprio vescovo, gli esercizi spirituali e il servizio al popolo". 

La Messa crismale è il rito che precede il Triduo pasquale - che inizia nel pomeriggio con la messa "in caena Domini" - nel corso del quale vengono consacrati gli oli santi: il crisma, usato per il battesimo, la cresima e per l'ordinazione sacerdotale, l'olio dei catecumeni, per coloro che si preparano al battesimo, e l'olio degli infermi e che vede i sacerdoti celebrare con il loro vescovo e rinnovare le promesse sacerdotali.

Alla celebrazione del Giovedì Santo, la prima di questo genere a Yangon, hanno partecipato moltissimi fedeli provenienti da tutte le parrocchie della capitale commerciale del Myanmar; la comunità cattolica locale ha voluto stringersi attorno ai propri sacerdoti e mostrare loro affetto, sostegno e vicinanza. Erano presenti almeno 80 sacerdoti e più di 1400 persone. 

Nell'omelia mons. Bo ha dialogato anche con i fedeli, chiedendo loro se "amano" i loro sacerdoti. "Sono sicuro che li amate - ha quindi proseguito - ma non è abbastanza dire 'amiamo i nostri preti'. Voglio che mostriate loro il vostro amore e che gli manifestiate il vostro apprezzamento". Il prelato ha citato le parole di Papa Francesco e incoraggiato i sacerdoti a essere vicini al loro gregge e al servizio delle persone, in particolare quelle che soffrono. 

Infine, l'arcivescovo ha messo in guarda preti e fedeli dai rischi derivanti dal clericalismo, esortando a vivere con maggiore intensità la dimensione comunitaria, nella pratica della fede come nelle decisioni di vita quotidiana, nell'amministrazione della parrocchia e nel suo sostentamento. "Un sacerdote non è proprietario della propria parrocchia - ha concluso mons. Bo - così come un vescovo non possiede la diocesi". 

L'arcidiocesi di Yangon è suddivisa in 42 parrocchie; i sacerdoti sono 103, al servizio di oltre 70mila cattolici su un totale di oltre 4 milioni di persone. 

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