26/09/2012, 00.00
CINA – GIAPPONE
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Ministri di Tokyo e Pechino all'Onu: Fermiamo l’escalation di tensione sulle Diaoyu/Senkaku

In un’atmosfera “severa” si è svolto a New York, ai margini dell’Assemblea generale Onu, l’incontro fra i ministri degli Esteri di Cina e Giappone. Continua il nazionalismo esasperato ma “si mantiene una linea di comunicazione”. I due cercano di salvare il commercio bilaterale, in caduta libera.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - Ancora forte tensione tra Cina e Giappone per le Diaoyu/Senkaku, l'arcipelago conteso fra le due potenze (e Taiwan). Tuttavia nonostante lo scontro navale dei giorni scorsi, con navi militari giapponesi che hanno respinto con cannoni ad acqua la manifestazione di una cinquantina di pescherecci cinesi che volevano raggiungere le isole, il Giappone ha chiesto alla Cina di "evitare l'escalation della tensione tra i due Paesi".

La richiesta è arrivata in forma ufficiale dal ministro degli Esteri Koichiro Gemba nel corso della bilaterale avuta in un'atmosfera "molto pesante" con la controparte Yang Jiechi. I due ministri, riferisce l'agenzia Kyodo, si sono visti a New York a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. In un primo momento l'incontro era saltato, ma i rapporti economici fra le due grandi economie asiatiche stanno subendo troppi danni per gli scontri legati alle Diaoyu/Senkaku. I due si sono detti d'accordo sulla "necessità di mantenere aperta una linea di comunicazione".

La Nissan, il colosso giapponese dell'automobile, ha annunciato infatti di voler sospendere la produzione in Cina sin dal 27 settembre (3 giorni prima del previsto) a causa dell'attuale situazione di mercato. Il riferimento è alle decine di migliaia di persone che, in tutta la Cina, hanno preso parte a violente manifestazioni anti-nipponiche tollerate dal regime comunista.

Anche la Toyota, riferisce l'Asahi Shimbun, ha deciso di fermare la produzione e di richiamare i dirigenti giapponesi in patria "fino a quando le acque non si calmeranno". Nel frattempo continua a a calare la bilancia commerciale bilaterale fra Tokyo e Pechino: il mercato di import/export è calato del 2 % e non accenna a risalire a causa del nazionalismo esasperato anche degli operatori di mercato.

Non è chiaro il valore dell'arcipelago. Si pensa che esso abbia anzitutto un valore strategico, trovandosi sulla rotta delle più importanti vie marittime; altri affermano che oltre alle acque ricche di pesca, nel sottofondo marino vi siano sterminati giacimenti di gas. Nel 2008, come gesto di distensione, i due governi hanno firmato un accordo per lo sfruttamento e la ricerca congiunti nell'arcipelago, che tuttavia è rimasto lettera morta.

 

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