09/02/2016, 15.17
COREA – VATICANO
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Missionari dalla Corea: La misericordia di Dio sarà un balsamo per l’Asia

Un gruppo di sacerdoti della diocesi di Daejeon è a Roma per essere inviati da papa Francesco come strumento dell’amore di Dio. Ad AsiaNews spiegano: “Molte persone, nel nostro Paese, abbandonano la Chiesa perché si sentono inadatte alla vita cristiana a causa dei loro peccati. Vogliamo ricordare a tutti che il vero nome di Cristo è amore”. Il loro vescovo, mons. Lazzaro You Heung-sik: “Tutti dobbiamo essere missionari del perdono”.

Roma (AsiaNews) – L’invio dei missionari della misericordia da parte di papa Francesco “è una chiamata a tutto il mondo, e all’Asia in maniera particolare. Con questo gesto, il pontefice vuole ricordare a tutti noi che il vero nome di Cristo è amore. E noi cercheremo di essere suoi strumenti nel migliore dei modi”. Lo dicono ad AsiaNews tre sacerdoti coreani, a Roma per divenire missionari della misericordia.

In tutto, dalla Corea del Sud sono giunti in Vaticano sei sacerdoti: uno da Seoul, uno da Daegu e quattro da Daejeon. Uno dei quattro della diocesi guidata da mons. Lazzaro You Heung-sik è rimasto in patria per motivi di salute, ma è comunque in grado di svolgere il compito affidato da Francesco.

I tre sono don Andrea Park Jong-woo, don Bernardo Jo Jang-yun e don Paolo Min Byung-seub (v. foto). Il primo oggi è pensionato, ma lavora in un ufficio diocesano che sovrintende la vita spirituale. Don Bernardo Jo lavora in una congregazione di suore mentre don Paolo Min lavora in una parrocchia e allo stesso tempo è professore di Teologia biblica nel seminario di Daejeon.

Intervistati da AsiaNews, i tre ammettono che non avevano pensato in un primo tempo a divenire missionari della misericordia: “Abbiamo però ascoltato il consiglio del nostro vescovo, e abbiamo capito che nel momento attuale in cui viviamo è importante che la Chiesa faccia conoscere alla gente la misericordia di Dio. Perché tanta gente ha lasciato la Chiesa cattolica, e altri hanno difficoltà a vivere nella comunità cattolica perché si sentono inadeguati, quasi non perdonati per i propri peccati”.

Ad AsiaNews il loro vescovo, mons. You, spiega: “Il papa ci ricorda con forza, attraverso i gesti e le parole, che il nome di Dio è misericordia. Il criterio con cui si misura il cristiano è il suo modo di essere misericordioso. Quindi l’importanza di sentirsi amati dal Signore è fondamentale: ci sentiamo grandi peccatori, ma possiamo sentirci perdonati. Il compito della Chiesa è distribuire questa misericordia alla gente. Oltre ai sacerdoti che oggi sono a Roma, penso che tutti dobbiamo essere missionari della misericordia. Perché la nostra missione è la carità”.

Per questo, riprendono i tre, “abbiamo deciso di diventare missionari della misericordia. Vogliamo servire la Chiesa per essere strumento di Dio, affinché la gente possa sentire come è grande la misericordia di Dio e in questo modo possa tornare alla vita cattolica”.

In questo Anno della misericordia, sottolinea don Bernardo, “vorremmo fare la nostra parte e dare al popolo di Dio il coraggio di tornare alla Chiesa. Vogliamo ricordare a tutti che il Signore non si stanca mai di perdonare. Gli uomini possono peccare, contro Dio e contro il prossimo, ma la cosa più importante è tornare a Dio”.

I tre missionari hanno anche un altro scopo: “Vorremmo ricordare con il nostro lavoro ai fratelli sacerdoti la loro vera identità: essere strumenti che mostrano la misericordia di Dio”.

Dal punto di vista pratico, quando i tre torneranno in Corea continueranno ognuno il proprio lavoro. Soprattutto don Andrea Park, che lavora in un ufficio particolare per la vita del clero: “Molti sacerdoti e religiosi vengono da noi per riflettere sulla loro vita spirituale e in alcuni casi fare penitenza. Attraverso il mio lavoro voglio fare sapere a tutti loro che l’amore di Dio li abbraccia”.

La decisione di papa Francesco di indire un Giubileo della Misericordia, concludono, “è un vero segno dello Spirito Santo, che opera attraverso il pontefice. Molti cattolici hanno dimenticato la misericordia, e hanno visto il proprio cuore indurirsi. Non riescono a perdonare i propri vicini, la loro famiglia, e nello stesso tempo non riescono a chiedere il perdono di Dio. Chi fa esperienza del perdono e della misericordia può perdonare gli altri e chiedere la loro misericordia senza difficoltà. Perché ha compreso la gioia che viene dal perdono”. 

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