18/07/2006, 00.00
India
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Mumbai, fra nuove minacce la città ricorda le vittime dell'attacco alla ferrovia

La popolazione si è fermata per due minuti in silenzio per commemorare le 182 vittime delle bombe dell'11 luglio. Nuove minacce di matrice islamica a Mumbai ed a Delhi.

Mumbai (AsiaNews) – Sono 196 le sirene sparse per tutta la città che hanno suonato in perfetta sincronia alle 18.24 (ora locale) per commemorare le 182 vittime delle otto bombe che l'11 luglio scorso sono esplose sulle ferrovie occidentali. Un minuto dopo, la città ha osservato due minuti di silenzio totale.

Il presidente dell'Unione indiana, Abdul Kalam, ha guidato la popolazione nel rispettare la commemorazione dalla stazione di Mahim, una delle zone colpite dai terroristi.

"Le sirene hanno suonato due volte – spiega P K B Chakravarti, direttore generale della Difesa civile – per indicare l'inizio e la fine del silenzio. Abbiamo regolato l'ora basandoci sulla All India Radio insieme ai 159 volontari che hanno fatto partire il suono. Solo 40 sirene, infatti, sono automatiche".

Al ricordo ed al dolore si sono uniti anche i cattolici dello Stato, che per bocca dei loro vescovi hanno condannato l'attentato ed auspicato il raggiungimento della pace fra le comunità religiose del Paese.

La popolazione si è riunita pochi minuti prima della commemorazione all'interno della stazione di Churchgate, dove sono esplose le prime due bombe. "E' una maniera splendida – commenta Lourdef Godinho, impiegato – per ricordare ed unire le persone insieme". I gestori dei cinema hanno chiuso i battenti ed i voli sulla capitale dello Stato sono stati ritardati per permettere il silenzio più assoluto.

E' la prima volta che lo Stato del Maharashtra decide di rendere omaggio alle vittime di un attacco terroristico: le sirene sono normalmente usate per avvertire la popolazione di un pericolo. L'unico uso civile che ne viene fatto è il 30 gennaio, quando suonano in memoria del padre della patria, il Mahatma Gandhi, e per coloro "che sono morti per la libertà dell'India".

Tuttavia, la città vive ancora in massima allerta: il Lashkar-e-Qahar [gruppo di matrice islamica che opera nel Kashmir, con base in Pakistan e in India ndr] ha rivendicato gli attentati della settimana scorsa e ne ha promessi di nuovi. La minaccia è contenuta in una e-mail inviata ad una stazione televisiva.

Secondo gli estremisti, sedici persone hanno preso parte al primo attacco, ma solo uno è stato ucciso: gli altri quindici "sono del tutto salvi, hanno celebrato il successo della loro missione e si stanno preparando per la prossima". "Chiediamo ai nostri fratelli e sorelle musulmani – si legge nel testo – di non recarsi nei pressi di palazzi governativi, di interesse storico o monumentali di Delhi e Mumbai. Altrimenti, saranno colpiti anche loro".

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