26/05/2008, 00.00
INDIA
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Netta vittoria dei nazionalisti indù nel Karnataka

Il Partito Bharatiya Janata conquista 110 dei 224 seggi e allunga la serie delle recenti vittorie elettorali rispetto al Partito del Congresso. Ora il Bjp parla di vincere le elezioni generali del 2009. Il commento di un vescovo del Karnataka.

New Delhi (AsiaNews) – Il Partito Bharatiya Janata (Bjp), nazionalista indù, ha vinto le elezioni nel meridionale Stato del Karnataka. Il Bjp era già al governo dello Stato insieme al partito Janata Dal fino allo scorso novembre, ma nell’elezione si è rafforzato, aggiudicandosi 110 dei 224 seggi (ne aveva 79). Ha invece perso consensi il tradizionale rivale Partito del Congresso (Pdc), che guida la coalizione di governo dell’India.

Lal Krishna Advani, candidato premier del Bjp, ha commentato che “questo risultato mostra che le vittorie del Bjp continueranno fino alle elezioni generali” del 2009. Dal 2007 il Bjp ha ottenuto vari successi in elezioni in singoli Stati e mira a conquistare il governo centrale, promettendo di combattere “l’inflazione, il terrorismo e il tradimento”. Mentre il Pc appare contrastarlo soprattutto con un richiamo alla “stabilità”.  “Il governo del Pdc – prosegue Advani – non è riuscito a controllare il prezzo di generi essenziali, la sua debole… politica sul terrorismo e la sua scarsa attenzione verso le condizioni dei lavoratori hanno adirato la gente comune dell’intero Paese”.

Il Karnataka ha grande importanza politica e la sua capitale Bangalore è il cuore dell’emergente industria dell’India.

Peraltro la vittoria del Bjp genera qualche timore in quanto, come ha detto ad AsiaNews mons. Henry D’Souza, vescovo nominato della diocesi di Bellary che sarà consacrato il 12 giugno: “in alcuni Stati dove il Bjp è al potere, il trattamento riservato alle minoranze ha suscitato varie preoccupazioni”, seppure si dice sicuro che "la società si aspetta che ogni partito si comporti in modo civile”. “Sul futuro governo del Bjp nel Karnataka non sono pessimista, ma nemmeno ottimista. Comunque la Chiesa non sostiene alcun partito ma lavora con chiunque opera a favore della popolazione.”  (NC)

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