06/10/2007, 00.00
PAKISTAN
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Oggi il voto per Musharraf, ma per i risultati bisognerà aspettare

di Qaiser Felix
La Corte Suprema ha stabilito che i risultati delle presidenziali in corso non saranno resi noti fino al 17 ottobre prossimo, quando si deciderà sulla compatibilità della candidatura del generale Musharraf. Si vota anche all’Assemblea provinciale della Frontiera nord-occidentale, che aveva più volte minacciato il boicottaggio. Astensione, invece, per il partito della Bhutto.
Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Sono iniziate regolarmente questa mattina, con sporadiche manifestazioni contro il generale Musharraf, le elezioni presidenziali in Pakistan. Tra i candidati alla poltrona presidenziale, oltre al capo di Stato uscente, corrono: Makhdoom Amin Fahim, del Pakistan People’s Party (PPP), partito della ex premier Benazir Bhutto, che ha però deciso l’astensione, e Wajihuddin Ahmed, ex magistrato tra i più stimati del Paese e favorito. I risultati del voto, però, non saranno resi noti fino al 17 ottobre prossimo, quando la Corte Suprema emetterà la propria sentenza sulla compatibilità della candidatura di Musharraf.
 
Il provvedimento è stato annunciato ieri dai giudici di Islamabad, che contestualmente hanno respinto all’unanimità la richiesta di un rinvio del voto, presentata da esponenti dell'opposizione. Il presidente del collegio, Javed Iqbal, ha sottolineato che i risultati ufficiali definitivi non potranno essere resi noti finché la stessa Corte Suprema non si sarà pronunciata sui ricorsi contro la candidatura a un nuovo mandato, presentata dal presidente uscente, cui viene contestato il mantenimento del comando delle forze armate.
 
Al voto sono stati chiamati i membri del Parlamento e delle Assemblee provinciali, mentre il giuramento del nuovo capo di Stato è previsto entro il 15 novembre. In questo modo, il nuovo capo dell’esecutivo potrà indire le elezioni parlamentari, che dovranno tenersi entro un mese.
 
Ieri Musharraf ha concluso l’atteso accordo con la sua principale avversaria politica, Benazir Bhutto la quale, in cambio della cancellazione delle imputazioni per corruzione,che l'hanno costretta all’esilio, ha accettato tra l'altro di non boicottare il voto. I rappresentanti del suo PPP si limiteranno semplicemente ad astenersi, permettendo quindi il raggiungimento del quorum prescritto dalla legge.
 
Non si è attuato neppure il minacciato boicottaggio del voto all’Assemblea provinciale della Frontiera nord-occidentale, dove invece sono in corso le operazioni di voto. A Peshawar, però, - capitale della provincia - la polizia si è scontrata con gli avvocati scesi in piazza contro la consultazione di oggi. I manifestanti hanno bruciato immagini del presidente vicino alla sede del parlamento locale.  
 
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