P. Romanelli: 'Si può benedire oggi una città come Gaza?'
Nel giorno del Corpus Domini la piccola comunità della Sacra Famiglia dal piazzale della chiesa ha compiuto il gesto della benedizione eucaristica ai quattro punti cardinali. Il parroco: "Da qui abbiamo benedetto anche le città che non esistono più: Rafah, Deir el Balah, Jabalia, Beit Lahia e tutto il mondo. Abbiamo benedetto ogni singola persona per chiedere la conversione del cuore e la pace per tutti".
Gaza (AsiaNews) - A Gaza il cammino della parrocchia della Sacra Famiglia continua tra le fatiche che continuano a contraddistinguere la vita nella Striscia, in una situazione che è ancora lontana dal superamento della guerra. In questo contesto la piccola comunità cristiana - i cui numeri si sono dimezzati durante questi tre anni di guerra – continua a offrire con i suoi gesti uno sguardo di fede sulla realtà del conflitto. In questi giorni si sta chiudendo l’anno nella scuola e ci si prepara ad animare il campus estivo per i bambini e ragazzi. Domenica, invece, un momento estremamente significativo è stata la celebrazione del Corpus Domini nel piazzale davanti alla Chiesa con la benedizione eucaristica dei quattro punti cardinali anche nella realtà devastata di Gaza. Sul senso di questo gesto ha riflettuto il parroco, p. Gabriel Romanelli, nei video che quotidianamente propone sul canale Youtube della parrocchia. Proponiamo qui sotto alcuni stralci di queste sue riflessioni tratte dai video pubblicati negli ultimi giorni.
Si può benedire Gaza?
Qualcuno potrebbe pensare: con tutte le cose brutte che ci sono, adesso si mettono anche a benedirle…
No. Noi non benediciamo il male, benediciamo le persone che vivono in questo posto. Ci benediciamo a vicenda. Benediciamo la terra affinché possa dare frutti. Chiediamo che le anime dei defunti possano essere benedette e possano contemplare il volto di Dio.
Da Gaza abbiamo benedetto non solo i quattro punti cardinali qui della città, ma di tutto il Medio Oriente e del mondo. Abbiamo benedetto anche le città che non esistono più: Rafah, Deir el Balah, la stessa Gaza City, Jabalia, Beit Lahia, Beit Hanun. E poi abbiamo benedetto anche Israele e la Giordania, la Turchia, l’Egitto, l’Argentina, l’Italia, la Spagna…
Non abbiamo benedetto le cose cattive che possono fare i gruppi, i singoli o gli Stati. Abbiamo benedetto le persone, ogni singola persona, affinché possa ricevere la benedizione di Dio, la conversione dell’anima che invochiamo sempre. Che possano scoprire la verità, l’amore di Dio che si è manifestato in Gesù e così possano raggiungere la vita eterna.
Così oggi abbiamo compiuto questo gesto della benedizione con il Santissimo Sacramento. Proprio ieri avevamo ricevuto una notizia triste: l’uccisione di una giovane donna, incinta. La situazione è così terribile in tutta la nostra zona. Questa donna era qui del quartiere, moglie di uno dei nostri vicini e l’hanno uccisa, due membri di un altro gruppo. Pare che tutto sia iniziato con uno scontro tra bambini: hanno cominciato a lanciare pietre e poi a loro si sono inseriti quelli più grandi e più cattivi. Che il Signore ci liberi da tanto male.
Ma proprio per questo è meraviglioso che la benedizione del Santissimo oggi possa arrivare dappertutto nel mondo, come ha fatto anche papa Leone XIV a Madrid.
Anche adesso, mentre stavamo registrando in oratorio, abbiamo sentito delle esplosioni: non erano ovviamente contro di noi, ma comunque in questa zona. Così abbiamo portato i bambini in chiesa. Questa è la situazione in tutti i luoghi di Gaza. Eppure nella nostra comunità cristiana io non sento mai nessuno che maledica.
I cristiani non sono angeli, non sono santi, anche quelli di questa parte della Terra Santa che è Gaza in Palestina. Ma sanno mettersi nelle mani di Dio. Sanno soffrire, come il resto della popolazione, affidandosi a Dio Onnipotente che per ragioni imperscrutabili, che non possiamo capire, permette il male per ottenere benedizioni più grandi.
Dio non è responsabile del male: l'essere umano - uomo o donna - è responsabile del male. Noi siamo responsabili dei mali che facciamo, individualmente, ma anche del male della guerra che è nelle mani di molte persone.
Dobbiamo benedire Dio, dobbiamo pregare per tutti e nel profondo del nostro cuore chiedere al Signore la grazia, la conversione, il perdono dei peccati e la pace per tutti. Che le guerre finiscano, che le ingiustizie finiscano e che veramente possa regnare la civiltà di Dio, la civiltà dell’amore.
VI benedico tutti da Gaza.
* missionario del Verbo Incarnato, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza




