19/07/2016, 15.49
GERMANIA-ISLAM
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P. Samir: Forse indottrinato su internet il giovane attentatore afghano del treno di Würzburg

Il 17enne rifugiato, accolto da una famiglia tedesca ha ferito in modo grave quattro persone. I predicatori jihadisti sfruttano l’efficacia dei social network, più dei rapporti diretti. “Quasi zero” la possibilità che fra i profughi si nascondano terroristi.

Monaco di Baviera (AsiaNews) – Il giovane attentatore afghano, arrivato in Germania come profugo e accolto in una famiglia tedesca, “non aveva dato nessun segnale di radicalismo”. Con ogni probabilità la sua discesa verso l’islam radicale “è dovuta agli insegnamenti e ai predicatori jihadisti su internet”. È quanto afferma ad AsiaNews p. Samir Khalil Samir, gesuita islamologo, in Germania per lavoro.

Il sacerdote, fra i più grandi esperti di islam al mondo, è convinto che il timore per il terrorismo islamico non va legato all’accoglienza dei profughi, ma alla disperazione che può prendere qualcuno di loro se vedono di non avere prospettive.

Ieri, verso le 21 (ora locale), un giovane 17enne rifugiato afghano ha colpito con un’ascia e con un coltello alcuni viaggiatori sul treno regionale vicino alla città di Würzburg (Baviera). Il giovane ha ferito quattro persone in modo grave e diverse altre in modo lieve. Intervenuta la polizia, il giovane ha cercato di fuggire colpendo le forze dell’ordine che lo hanno ucciso.

L’assalitore era arrivato in Germania circa un anno prima come minore non accompagnato. Aveva vissuto dapprima in un campo profughi e poi affidato a una coppia di coniugi tedeschi.

Un portavoce del ministero degli interni ha detto che l’attentato ai viaggiatori è “probabilmente” un attacco islamista, dato che diversi testimoni affermano che il giovane abbia gridato “Allah akhbar (Dio è grande)” prima di colpire.

Lo scorso anno la Germania ha accolto 1,1 milioni di rifugiati, soprattutto siriani e afghani che fuggivano dalla guerra nei loro Paesi. A differenza di Francia, Belgio, Gran Bretagna, la Germania non ha assistito a grandi attacchi terroristi, se si esclude quello dello scorso maggio su un treno del sud in cui un giovane 27enne, armato di coltello, ha ucciso una persona e ferito altri tre. I dottori lo hanno definito “instabile”, sebbene anche egli abbia gridato “Allah akhbar” al momento dell’attacco.

Sferzanti critiche vengono rivolte alla cancelliera Angela Merkel per la sua politica di apertura ai profughi e questi incidenti seminano il panico nella popolazione che teme la presenza di terroristi islamici fra i rifugiati.

“In realtà – afferma p. Samir – la possibilità che fra i profughi vi siano terroristi è davvero minima. Vicino a dove lavoro vi è un campo profughi: essi sono ben accettati e loro sono felici dell’aiuto dato dallo Stato. L’integrazione va anche molto bene, soprattutto attraverso i figli dei rifugiati che vanno a scuola. Anche gli adulti hanno lezioni di tedesco e di educazione civica. Io credo che per questo giovane l’indottrinamento venga da internet. Ormai in Europa i predicatori jihadisti sono più efficaci via i network che con rapporti diretti”.

“Questi incidenti o attacchi non devono mettere in crisi l’accoglienza. La possibilità che vi siano terroristi fra i profughi è minima, quasi zero. Ma qualche profugo, magari spinto dalla disperazione per la mancanza di futuro, potrebbe essere inglobato nella radicalizzazione islamica”.

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