29/11/2021, 17.30
VATICANO
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Papa: i migranti non sono statistiche, ma persone reali la cui vita è in gioco


Videomessaggio per i 70 anni dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. "Come si possono sfruttare la sofferenza e la disperazione per avanzare o difendere agende politiche? Come possono prevalere le considerazioni politiche quando a essere in gioco è la dignità della persona umana? La mancanza basilare di rispetto umano alle frontiere nazionali ci sminuisce tutti nella nostra umanità".

Città del Vaticano (AsiaNews) – I migranti “utilizzati sempre più come moneta di scambio, come pedoni di una scacchiera, vittime di rivalità politiche" e perfino quando erano lavoratori “essenziali”, “non sono stati concessi loro i benefici dei programmi di aiuto economico per il Covid-19 e neanche l’accesso all’assistenza sanitaria di base e alle vaccinazioni”. Papa Francesco torna a denunciare con forza i comportamenti egoistici e privi di rispetto umano in un videomessaggio per i 70 anni dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) nel quale lancia un appello per “la realizzazione di un’adeguata gestione globale dei movimenti migratori, una loro comprensione positiva e una messa a fuoco efficace dello sviluppo umano integrale”.

Nel messaggio in spagnolo, letto dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, Francesco chiede "come si possono sfruttare la sofferenza e la disperazione per avanzare o difendere agende politiche? Come possono prevalere le considerazioni politiche quando a essere in gioco è la dignità della persona umana? La mancanza basilare di rispetto umano alle frontiere nazionali ci sminuisce tutti nella nostra umanità".

Di fronte alla realtà di coloro che hanno preso quella che “è senza dubbio una delle più difficili della vita”: emigrare e lasciare la propria patria, il più delle volte perché costretti a farlo, Francesco fa quattro osservazioni: 1. “C’è un bisogno urgente di trovare vie dignitose per uscire dalle situazioni irregolari”, perché “quante più vie legali esisteranno, meno probabile sarà che i migranti si vedano trascinati nelle reti criminali dei trafficanti di persone o nello sfruttamento”. 2. “I migranti rendono visibili il vincolo che unisce tutta la famiglia umana, la ricchezza delle culture e la risorsa per gli scambi”. “In tal senso, il tema dell’integrazione è fondamentale; l’integrazione implica un processo bidirezionale, basato sulla mutua conoscenza, sull’apertura reciproca, sul rispetto delle leggi e della cultura dei paesi di accoglienza con un vero spirito di incontro e di arricchimento reciproco”. 3. “La famiglia migrante è una componente essenziale delle comunità del nostro mondo globalizzato, ma in troppi paesi si negano ai lavoratori migranti i benefici e la stabilità della vita familiare a causa d’impedimenti legali”. 4. “La comunità internazionale deve affrontare con urgenza le condizioni che danno luogo alla migrazione irregolare, facendo così della migrazione una scelta ben informata e non una necessità disperata. Affinché la maggior parte delle persone che possono vivere dignitosamente nel proprio paese di origine non si sentano costrette a emigrare in modo irregolare, occorrono urgentemente sforzi per creare migliori condizioni economiche e sociali [...] affinché l’emigrazione non sia l’unica opzione per chi cerca pace, giustizia, sicurezza e pieno rispetto per la dignità umana”.

“In definitiva, la migrazione non è solo una storia di migranti ma di disuguaglianze, disperazione, degrado ambientale, cambiamento climatico, ma anche di sogni, di coraggio, di studi all’estero, di riunificazione familiare, di nuove opportunità, di sicurezza e protezione, e di lavoro duro ma dignitoso. Concludendo, la realizzazione di un’adeguata gestione globale dei movimenti migratori, una loro comprensione positiva e una messa a fuoco efficace dello sviluppo umano integrale possono sembrare obiettivi di vasta portata. Non dobbiamo però mai dimenticare che non si tratta di statistiche, bensì di persone reali la cui vita è in gioco”.

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