18/10/2021, 12.43
CINA
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Pechino, 14 attivisti vogliono correre alle elezioni per l’Assemblea provinciale

di Lu Haitao

Hanno pubblicato sul web un manifesto elettorale con i loro numeri di telefono. Il gruppo di candidati indipendenti include familiari di avvocati per i diritti umani e firmatari di petizioni. Promettono di rappresentare la gente comune. Autorità innervosite dalla mossa.

Pechino (AsiaNews) – Almeno 14 attivisti umanitari vogliono partecipare alle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea provinciale della capitale. Il loro annuncio congiunto arriva mentre contee e municipalità si preparano per le elezioni locali. I candidati indipendenti includono i familiari degli avvocati arrestati nell'operazione di sicurezza “709” (in quanto cominciata il 9 luglio) del 2015. Essi hanno pubblicato online un manifesto elettorale - con i propri numeri di telefono - e promesso di essere “i rappresentanti che possono essere raggiunti dalla gente comune”.

Tra i firmatari del documento vi è Wang Qiaoling, moglie dell'avvocato per i diritti umani Li Heping, arrestato nel 2015. Wang ha scritto su Twitter di voler correre alle elezioni perché nei sei anni in cui ha difeso i diritti degli avvocati arrestati, i loro familiari hanno subito lo sfratto dai padroni di casa e i loro figli sono stati espulsi dalla scuola. “Sento in modo profondo le difficoltà di comunicare con la polizia, la procura, i tribunali e le autorità giudiziarie. Voglio lamentarmi con i rappresentanti del congresso, ma non riesco ad avere un contatto con loro”, spiega l’attivista.

Gli avvocati arrestati nel 2015 hanno dichiarato di aver patito torture disumane durante la detenzione. Insieme ad altri familiari dei legali detenuti, Wang ha continuato a presentare denunce alle autorità, che l’hanno sempre ignorata.

Un altro dei 14 candidati indipendenti è Ye Jinghuan. Ex membro del Partito comunista cinese, ella è diventata una firmataria di petizioni alle autorità. Ye ha denunciato la malvagità della “rieducazione attraverso il lavoro” (Laojiao), un sistema in base al quale le autorità imprigionano cittadini senza processo, usato soprattutto per incarcerare i dissidenti.

Ye ha già partecipato alle elezioni locali del 2011 e 2016; in entrambi i casi le autorità hanno ostacolato la sua candidatura: agenti in borghese l'hanno aggredita e hanno circondato la sua casa. Ella ha dichiarato di avere “una forte volontà a diventare rappresentante, e di essere disponibile a parlare e a fare qualcosa per il popolo".

Anche se le assemblee del popolo sono viste come “veline" che approvano le linee guida del Partito, i candidati indipendenti sono considerati come nemici dalle autorità. Nel 2019 il giurista Xu Zhiyong aveva dichiarato di prepararsi alla campagna elettorale e nel 2020 ha scritto una lettera aperta per sollecitare il presidente Xi Jinping a dimettersi.

In seguito le autorità hanno arrestato Xu, che si trova ancora in carcere, come la sua fidanzata Li Qiaochu. Xu è stato eletto come rappresentante dell’Assemblea del distretto di Haidian a Pechino nel 2003 e nel 2006. Nel 2011 egli ha perso contro un candidato sostenuto dalle autorità, Fang Binxing, presidente dell'università delle Poste e Telecomunicazioni della capitale: il principale ideatore della “Grande muraglia” che censura internet in Cina.

A quanto pare, le autorità cinesi si sono innervosite per la campagna indipendente. Wang Qiaoling ha scritto su Twitter che dopo aver pubblicato sul web il manifesto ha ricevuto una telefonata da Hong Kong. Pensava fosse un giornalista che le voleva fare un'intervista, ma dal telefono non riusciva ad ascoltare alcuna voce.

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