07/11/2020, 08.00
CINA
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Pechino, non più ‘figlio unico’: tanti figli anche a coppie dello stesso sesso

di Wang Zhicheng

Si riduce sempre più il numero dei nuovi nati. Nel 2019, il loro numero è stato il più basso dai tempi della Grande carestia (seguita al Grande balzo in avanti). Secondo l’Ufficio nazionale di statistiche, lo scorso anno si sono avuti 14,65 milioni di neonati; l’anno precedente 15,23 milioni. Il nuovo Piano quinquennale cancella il “family planning” e propone una fecondità più “inclusiva”, forse anche per donne non sposate e per coppie dello stesso sesso.

Pechino (AsiaNews) – La politica del “figlio unico” è ormai finita; in futuro per promuovere una nuova politica demografica, la Cina lancerà uno stile più “inclusivo”, permettendo più figli a tutti, anche a donne sole e a coppie dello stesso sesso.

È la conclusione che alcuni demografi traggono dal 14mo Piano quinquennale stilato nei giorni scorsi, in cui sono tratteggiate le linee guida della cosiddetta “Visione 2035”, che dovrebbe accompagnare il Paese fino a quella data.

Citati con enfasi dal Global Times (4/11/2020), essi fanno notare che nel Piano quinquennale appena prodotto, non è più citata la frase “family planning”, che in passato imponeva il controllo statale sulla popolazione.

Per decenni, dal 1979 in poi, la Cina ha imposto con rigore la politica del figlio unico, giungendo fino a obbligare ad aborti forzati, sterilizzazioni maschili e femminili, multe e sequestri di beni, prigione. Si calcola che in tutto il periodo siano stati compiuti 400milioni di aborti.

Nel 2016, riconoscendo una riduzione della forza-lavoro e un veloce invecchiamento della popolazione, il governo ha corretto il tiro, lanciando la politica dei “due figli”, pur mettendo alcune condizioni.

L’allentamento della politica non ha avuto effetto e la popolazione continua a ridursi e ad invecchiare.

Nel 2019, il numero dei nuovi nati è stato il più basso dai tempi della Grande carestia (seguita al Grande balzo in avanti). Secondo l’Ufficio nazionale di statistiche, lo scorso anno si sono avuti 14,65 milioni di neonati; l’anno precedente 15,23 milioni. Secondo il demografo He Yafu, nel 2020 ci sarà ancora un abbassamento di nuovi nati. Già ora i segnali sono evidenti: a Ningbo (Zhejiang), nei primi sei mesi di questo anno c’è stato un decremento del 19,24%; a Huangshan (Anhui), per i primi sette mesi del 2020 si registra una riduzione del 16,88% delle nascite.

Per rispondere al bisogno di giovane forza-lavoro e per ridurre l’invecchiamento della popolazione, il Nuovo Piano quinquennale non cita più la necessità del controllo sulle nascite (citato invece nel Piano precedente, il 13mo, 2016-2020) e parla di “inclusività” per la politica delle nascite e la fertilità. Un anno fa, al Comitato centrale del Partito comunista cinese, si era parlato di “ottimizzare la politica sulla fertilità e migliorare la qualità della popolazione”.

Per Zhai Zhenwu, presidente della China Population Association, che è sotto la Commissione nazionale per la salute e il family planning, “inclusività” significa lasciare che si facciano figli senza “restrizioni”, includendo figli anche le minoranze, le donne non sposate o le coppie dello stesso sesso.

Molti genitori fanno notare però che oltre a preoccuparsi dell’aumento della forza lavoro e dell’invecchiamento della popolazione – con conseguenze pesanti sul bilancio della medicina e delle pensioni – il governo dovrebbe preoccuparsi di aiutare le famiglie con sussidi economici.

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