13/08/2015, 00.00
INDONESIA
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Prestigioso premio indonesiano a due padri gesuiti, per il loro “servizio straordinario” alla nazione

di Mathias Hariyadi
Sono i missionari p. Peter Joseph Zoetmulder (di origine olandese) e p. Franz Magnis-Suseno, tedesco. Il premio Mahaputera è la seconda onorificenza del Paese assegnata a esponenti civili. P. Zoetmulder ha insegnato e preservato la cultura javanese. P. Magnis-Suseno è un attento osservatore della società indonesiana e ha ricevuto il riconoscimento “nonostante io abbia spesso criticato lo Stato”.

Jakarta (AsiaNews) - Il premio Mahaputera dell’edizione 2015, tra i massimi riconoscimenti dello Stato indonesiano, è stato conferito a due padri gesuiti di origine non indonesiana, per il loro impegno a favore dello sviluppo della nazione. Si tratta del defunto p. Peter Joseph Zoetmulder, olandese di origine, e di p. Franz Magnis-Suseno (v. foto), tedesco, entrambi missionari della Compagnia di Gesù.

L’annuncio è stato dato dal presidente stesso, Joko Widodo, che ha sottolineato l’importante contributo dato nel preservare la ricchezza della cultura javanese, da parte del primo missionario, e nella produzione intellettuale, dal secondo. Il premio Mahaputera è la seconda onorificenza del Paese, assegnata di soliti a civili indonesiani per il servizio eccezionale reso allo sviluppo della società e del Paese.

Quest’anno invece il premio è stato conferito a due stranieri. P. Zoetmulder, nato a Utrecht e deceduto nel 1995 all’età di 89 anni, è arrivato nell’isola di Java quando era ancora un novizio, a soli 19 anni. Qui ha iniziato a studiare letteratura classica javanese e l’antica tradizione linguistica dell’isola indonesiana. All’indomani del secondo conflitto mondiale, dopo un periodo di prigionia nei campi di detenzione giapponesi, il missionario ha iniziato il lavoro educativo nella prima università del Paese - l’ateneo Gadjah Mada a Yogyakarta - come professore di lingua e letteratura javanese, incarico che ha mantenuto fino alla pensione.

Egli era solito parlare in javanese durante le lezioni, ma poi spesso utilizzava l’indonesiano per i numerosi studenti provenienti da altre parti dell’arcipelago. Tra le sue pubblicazioni più famose, il saggio “Kalangwan” [“bellezza” in lingua locale, un studio sulle “belles-lettres”, le prove di un culto della bellezza all’interno della letteratura e poetica javanese - ndr], e un dizionario di antico javanese-inglese. P. Zoetmulder ha condotto una vita semplice, vivendo nella parrocchia di Kumetiran a Yogyakarta. Le sue spoglie riposano nel cimitero gesuita di Muntilan, cuore della cristianità dell’isola di Java.

P. Franz Graf von Magnis, di origine tedesca, è arrivato a Java per continuare la formazione gesuita e ha studiato filosofia e teologia a Yogyakarta e lingua javanese, iniziando fin da subito ad apprezzare la ricchezza culturale delle tradizioni dell’isola. Ha conseguito il dottorato sul marxismo in Germania ed è tornato in Indonesia per insegnare filosofia ed etica al liceo gesuita di Driyarkara, nella capitale. Nel 1977 ha poi cambiato il cognome in “Suseno”, come omaggio al burattino Werkudara famoso tra la popolazione locale (soprannominato “Seno”).

Il contributo di p. Magnis-Suseno alla società indonesiana è dato dalla sua copiosa produzione intellettuale, tra cui di contano migliaia di articoli e saggi pubblicati dalle case editrici del Paese. I suoi discorsi e il suo pensiero su questioni politiche ed etiche hanno ispirato la società, stimolata ad agire per il bene comune, a tutela dei diritti umani e delle politiche sociali ed etiche. I suoi volumi, “L’etica javanese” e “L’etica della politica”, sono usati come libri di testo nelle scuole per spiegare la politica e la cultura contemporanea.

“Quello che veramente apprezzo - afferma il missionario gesuita ad AsiaNews - è che nonostante io abbia di frequente criticato lo Stato, [oggi] vengo comunque premiato dalle autorità”. Egli infatti divenne noto nel 2007 per aver rifiutato in maniera pubblica il premio “Bakrie”, intitolato al magnate Aburizal Bakrie, perché tale riconoscimento “va contro la mia coscienza”. Una compagnia mineraria della società Bakrie infatti, che operava a East Java, aveva portato alla miseria migliaia di famiglie inondando il territorio con colate di fango e costringendo la popolazione ad abbandonare le proprie case.

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