03/12/2007, 00.00
RUSSIA
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Putin: il "trionfo” annunciato, aiutato da brogli e lotterie

Con oltre il 97 per cento delle schede scrutinate stravince il partito “Russia Unita” con il presidente russo capolista (64,1 per cento dei voti). Verso una Duma di Stato quadripartitica, un solo partito all’opposizione. Alta affluenza alle urne, in Cecenia oltre il 99 per cento. Ma osservatori internazionali ed indipendenti denunciano “illegalità”: in alcuni seggi allestita persino una lotteria con televisori in palio tra chi votava.
Mosca (AsiaNews) – Il Cremlino ha “praticamente” deciso da solo il risultato delle elezioni politiche svoltesi ieri in Russia. Il commento è del vice capo dell’Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Kimmo Kiljunen, intervistato dalla radio Eco di Mosca. In un comunicato diffuso stamattina, gli osservatori dell’Osce, riconoscono che “in generale il voto è stato ben organizzato e sono stati notati considerevoli miglioramenti tecnici. Tuttavia, le elezioni si sono svolte in un’atmosfera che ha limitato seriamente la competizione politica e con frequenti abusi e con copertura mediatica pesantemente a favore del partito al potere”. Dal canto suo la Commissione elettorale russa ha fatto sapere che durante le elezioni tutto si è svolto “regolarmente”.
 
I numeri
All’indomani della consultazione popolare per il rinnovo della Duma di Stato, i risultati provvisori con il 97 per cento di schede scrutinate confermano i sondaggi pre-elettorali: vittoria schiacciante per il presidente russo Vladimir Putin. Primo risultato positivo, l’alta affluenza alle urne: circa il 60 per cento dei 108 milioni di elettori della Federazione, contro il 55,7 per cento registrato nelle ultime elezioni politiche del 2003. La Commissione elettorale centrale rende noto che in Cecenia addirittura il 99,1 per cento della popolazione si è recata ai seggi. Questi dati legittimano ulteriormente l’imposizione di “Russia Unita” come partito di maggioranza con il 64,1 per cento dei voti (erano il 37,6 per cento nel 2003). E di Putin, che ne è capolista, come “leader nazionale”. L’invito a votare espresso con insistenza dal capo di Stato e dai suoi fedeli è stato rilanciato anche dai rappresentanti delle varie comunità religiose: ortodossi, cattolici, musulmani ed ebrei.  
La Camera bassa del parlamento russo si appresta così ad assumere un assetto quadripartitico con un’unica formazione all’opposizione: il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) di Ghennady Zuganov, che ha ottenuto l’11,6 per cento. Solo altri due partiti – entrambi vicini al Cremlino - hanno superato la soglia del 7 per cento: Partito liberal-democratico (LDPR) di Vladimir Zhirinovsky , con l’8,2 per cento e “Russia Giusta” guidato dal presidente del Senato russo, Serghey Mironov, con appena il 7,8 per cento. Con la distribuzione proporzionale dei voti andati ai partiti che non hanno superato lo sbarramento, “Russia Unita” potrebbe raggiungere la maggioranza costituzionale, vale a dire più dei due terzi dei seggi: almeno 300 dei 450.
Straordinarie le misure di sicurezza cha hanno accompagnato l’appuntamento elettorale: circa 450mila uomini tra poliziotti e personale del ministero degli Interni erano dispiegati nei seggi, di questi 20.500 solo a Mosca. Gli osservatori internazionali presenti ieri erano 299, solo un terzo di quelli ammessi alle politiche del 2003.
 
L’ombra dei brogli elettorali
Critica verso lo svolgimento delle elezioni non è solo l’Osce. Anche il Consiglio d'Europa ha notato “elementi negativi”: l'eventualità di un presidente in carica che partecipi a elezioni parlamentari non ha precedenti, ha detto il capo della delegazione, Luc Van der Brande. La Casa Bianca ha espresso preoccupazione per le notizie di “violazioni” arrivate da alcune zone del Paese e ha invitato il Cremlino ad indagare.
A seggi ancora aperti il leader del Partito comunista, Zuganov, aveva denunciato un “fiume di illegalità”; e oggi annuncia il ricorso alla Corte Suprema. Golos - gruppo indipendente di monitoraggio elettorale, fondato da Usa e donatori europei - ha raccolto 3500 reclami scritti e telefonici inviati dagli stessi elettori. Si parla di pressioni esercitate in diverse forme dal partito appoggiato da Putin: promesse di un piatto caldo agli anziani che si recavano alle urne all’ora di pranzo, la partecipazione ad una sorta di lotteria con in palio televisori ed elettrodomestici per chi votava a favore di “Russia Unita”. Senza contare la presenza (illegale) di materiale elettorale – come poster e slogan – nei pressi dei seggi.
 
L’incognita del futuro
Secondo il portavoce del Cremlino, i risultati dimostrano che “gli elettori russi sostengono la ‘rotta di Putin’ e vogliono che questa continui anche dopo la scadenza del secondo mandato presidenziale”. La Costituzione vieta all’attuale capo di Stato di correre per un terzo mandato consecutivo nelle presidenziali del 2 marzo 2008. Ma tutto fa pensare che Putin non cederà il potere facilmente.
L’interrogativo sul futuro prossimo della Russia è di difficile risposta anche per gli stessi attori della scena politica. Grigori Yavlinsky, del partito d’opposizione Yabloko, ritiene che Putin abbia creato “un sistema talmente autoritario in cui lui risulta l’unica collina nel deserto; è un sistema che non lascia spazio ad altri e la completa mancanza di fiducia del presidente verso chiunque, fa sì che lui stesso non abbia idea al momento a chi passare lo scettro”.
Il senso d’intrigo che aleggia intorno all’identità del prossimo presidente è alimentato dal fatto che non esiste un aperto dibattito sull’argomento. I vari gruppi che hanno interessi in gioco (oligarchi, uomini dei servizi segreti e i poteri regionali) non osano rilasciare commenti pubblici sulla successione, per paura di rappresaglie dal vertice. Ma tutti concordano su un unico fatto al momento: quali saranno i candidati alla poltrona di capo di Stato, vincerà solo chi avrà l’investitura dallo zar Vladimir. In attesa di tornare a capo del Cremlino. (MA)
 
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