20/02/2026, 14.14
COREA DEL NORD
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Pyongyang apre il nono congresso del Partito: Kim rimescola i vertici e rafforza il potere

La Corea del Nord ha rinnovato oltre la metà dei membri del principale organo esecutivo del Paese: restano centrali i fedelissimi di Kim Jong Un, mentre vengono esclusi alcuni veterani del programma nucleare. Il leader celebra i “grandi successi” militari ed economici nonostante sanzioni e isolamento, rafforzato dall’asse con la Russia. Resta incerto l'atteggiamento verso Seoul.

Pyongyang (AsiaNews) – La Corea del Nord ha rinnovato in modo significativo la leadership del principale organo decisionale del Partito dei Lavoratori, portando un riassetto dell’élite al potere e possibili aggiustamenti nella linea verso la Corea del Sud.

Al nono congresso del partito che si è aperto ieri, il principale organo esecutivo del partito è rimasto, come cinque anni fa, composto da 39 membri. Tuttavia, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa di Stato, la Korean Central News Agency (KCNA), 23 di questi sono stati sostituiti.

Con questo rimpasto, il capo di Stato Kim Jong Un ha escluso dall’elite di governo diverse figure storiche legate allo sviluppo del programma nucleare nordcoreano. Tra queste spicca Kim Yong Chol, ex capo dell’intelligence, considerato uno dei principali architetti della linea dura verso Seoul e Washington, la cui influenza si era progressivamente ridotta dopo il fallimento del vertice di Hanoi del 2019 tra Kim Jong Un e il presidente statunitense Donald Trump. Sono usciti dall’organo esecutivo anche Pak Pong Ju, ideatore di diverse riforme economiche ed ex premier, O Su Yong, responsabile dell’economia di partito, e Choe Hwi, figura chiave della propaganda e della diplomazia sportiva.

Restano invece saldamente al loro posto i più stretti collaboratori di Kim Jong Un. Jo Yong Won, segretario per gli affari organizzativi e di fatto il numero due del partito, ha mantenuto la sua posizione, così come Ri Il Hwan, responsabile della propaganda e dell’informazione. Kim Yo Jong, sorella del leader, è stata nuovamente confermata e fotografata sul palco. Non è invece comparsa la figlia di Kim Jong Un, Ju Ae, la cui eventuale presenza era stata oggetto di speculazioni. Confermato anche Pak Jong-chon, vicepresidente della Commissione militare centrale e tra i principali artefici della modernizzazione missilistica del Paese.

Negli ultimi anni la Corea del Nord ha sviluppato missili balistici intercontinentali a combustibile solido più avanzati, ampliato le opzioni tattiche e mostrato progressi nel programma navale, inclusa la quasi completa realizzazione dello scafo di un sottomarino a propulsione nucleare. Progressi tecnologici che potrebbero essere stati favoriti dalla cooperazione con la Russia, a cui Pyongyang ha fornito truppe e materiale bellico per la guerra in Ucraina.

Al congresso è stato presentato anche un nuovo lanciarazzi multiplo da 600 mm definito dai media statali “super-preciso”, insieme a investimenti in droni, artiglieria e difese aeree.

Forte di questi avanzamenti tecnologici, nel discorso di apertura davanti a 5.000 delegati, Kim ha celebrato i “grandi successi” ottenuti nonostante “sanzioni, calamità naturali e crisi sanitarie globali”, sottolineando che nel 2021 il Paese si trovava in condizioni tali da “faticare a mantenere la propria esistenza”. 

Pur restando uno dei Paesi più poveri dell’Asia (il PIL pro capite era stimato intorno ai 640 dollari nel 2023 secondo le Nazioni unite), l’economia nordcoreana ha registrato una ripresa in anni recenti: la banca centrale sudcoreana ha stimato una crescita del 3,1% nel 2023 e del 3,7% nel 2024. 

Un miglioramento che gli esperti attribuiscono all’export di armi verso Mosca e ai furti di criptovalute online, che solo nel 2025 avrebbero fruttato circa 2 miliardi di dollari. 

Il Congresso si è anche concentrato sulla cosiddetta politica “20x10”, un piano per sviluppare ogni anno 20 aree provinciali per un periodo di dieci anni, con l’obiettivo di rendere le aree rurali più autosufficienti e ridurre la dipendenza dalle razioni alimentari distribuite dal governo centrale.

Gli osservatori sudcoreani ritengono che il rinnovamento dei vertici vada letto come un consolidamento del potere personale di Kim Jong Un, mentre non è ancora chiara la postura che la Corea del Nord avrà nei confronti del Sud. L’ascesa di Choe Son-hui, ministra degli Esteri e protagonista del rafforzamento dei legami con la Russia, potrebbe indicare una possibile ricalibrazione della linea diplomatica, dopo che alla fine del 2023 Pyongyang aveva abbandonato la dicitura formale che indicava la riunificazione come obiettivo i rapporti intercoreani come tra “due Stati ostili”.

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