24/08/2012, 00.00
VIETNAM
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Sempre più frequenti le violazioni della libertà religiosa da parte di autorità locali vietnamite

di Paul. N. Hung
Protetti da leader atei e da carenze legislative, responsabili politici locali fanno una propria politica religiosa, anche in contrasto con quella nazionale. A Hanoi riprende vita il tentativo di apppropriarsi dei terreni delle suore di san Paolo, compreso quello dell'ospedale.

Hanoi (AsiaNews) - Fermate in passato dalle proteste dei fedeli e dell'ufficio del vescovo di Hanoi, le autorità locali della capitale vietnamita mostrano di non voler desistere dal progetto - illegale - di eliminare la congregazione delle suore di san Paolo per appropriarsi del terreno - proprietà della Chiesa - compreso quello dell'ospedale Saint Paul (nella foto), per trarne evidenti profitti.

Non è l'unica manifestazione di una politica metodicamente antireligiosa che portano avanti varie autorità locali, anche in violazione delle leggi vietnamite. Vi ha fatto riferimento anche il vescovo Paul, presidente del Comitato giustizia e pace della Conferenza episcopale che ha parlato di "violazione della politica religiosa vietnamita" e di "persecuzione".

I comportamenti vessatori delle autorità locali traggono origine dal decreto 38/2005/NĐ-CP, per il quale le religioni possono celebrare i loro riti solo all'interno delle chiese e "il governo proibisce le riunioni di 5 o più persone senza autorizzazione pubblica". Su tale base, è facile per i fedeli venire messi sotto accusa se tengono una cerimonia in casa o lì vicino. Che ciò accada o no dipende dall'atteggiamento delle autorità locali. Le religioni sono nelle loro mani.

Il decreto, poi, non dice neanche una parola sulla costruzione di edifici religiosi e anche questo serve al controllo e alla persecuzione. Quando infatti ci sono persone che, come dice il decreto, "hanno aspirazioni e necessità di fede e religione", ma non hanno una chiesa, se si riuniscono a casa di qualcuno per pregare sono immediatamente attaccate, minacciate e picchiate da attivisti o "forze" delle autorità. Che sono convinte di non violare la legislazione nazionale.

E' quanto accaduto a Thái Hà, Cồn Dầu, Con Cuông, nelle diocesi di Vinh e Hanoi, dove la violenza è stata usata apertamente contro sacerdoti e fedeli e dove sono stati distrutti immagini e simboli religiosi.

E ora sta succedendo anche nel distretto di Con Cuông, provincia di Nghệ An. Un fedele della locale parrocchhia sottolinea come le autorità locali stiano "sopprimendo metodicamente la religione. Accanto alla politica del governo centrale sulla libertà di religione, hanno le loro politiche religiose che contrastano con quella nazionale". La locale informazione cattolica dice che la ragione per la quale le autorità sentono di poter agire in modo provocatorio, è che "si sentono protetti dai loro leder atei e dalla mancanze delle leggi, così possono violare legalmente la legge".

 

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