16/07/2013, 00.00
HONG KONG – CINA
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Suffragio universale a Hong Kong, Pechino vuole “selezionare” i candidati

All’incontro fra il rappresentante della Cina continentale e i deputati democratici di Hong Kong, il primo dal 1997, Zhang Xiaoming definisce “necessario” un processo di selezione per coloro che vogliono divenire Capo dell’Esecutivo. Lee Cheuk-yan: “Un messaggio davvero negativo alla popolazione”. Alan Leong: “Spero che si sia trattato di chiacchiere”.

Hong Kong (AsiaNews) - Se la popolazione di Hong Kong vuole davvero il suffragio universale "allora Pechino dovrà selezionare i candidati alla carica di Capo dell'Esecutivo. Non c'è nulla di male, la selezione fa parte del retaggio culturale cinese: senza come potremmo dividere i semi buoni da quelli cattivi?". La dichiarazione è di Zhang Xiaoming, direttore dell'Ufficio per le relazioni con la Cina del Territorio (v. foto), al termine del primo incontro in assoluto fra un rappresentante della Cina continentale e i deputati democratici del Consiglio legislativo, il piccolo "parlamento" di Hong Kong. In passato Pechino ha sempre criticato il loro operato e ha cercato di infangare in ogni modo la loro statura morale, accusando di "tradimento della madrepatria" la loro richiesta di democrazia e rispetto per i diritti umani.

Prima di iniziare l'incontro Zhang aveva dichiarato che la questione del suffragio universale "non era il punto principale" in agenda. Ma durante il suo discorso ha passato metà del tempo a parlare proprio di questo argomento. La questione è spinosa: secondo la Basic Law, la Costituzione del Territorio in vigore fino al 2047, la popolazione ha il diritto di eleggere i propri rappresentanti tramite il voto popolare aperto a tutti. Pechino ha sempre fatto ostruzionismo in ogni modo, tanto che la selezione del Capo dell'Esecutivo e dei deputati avviene attraverso un complicato sistema di "grandi elettori" che di fatto rappresentano gli interessi della Cina continentale.

Da parte loro, i partiti democratici e la Chiesa cattolica di Hong Kong si sono sempre opposti a questa situazione, e ogni anno alla grande marcia del 1° luglio - che commemora appunto il ritorno sotto la sovranità cinese - centinaia di migliaia di persone chiedono piena democrazia. L'incontro di oggi era stato letto come "un'apertura" del governo cinese, che tuttavia ha svelato le sue carte con la proposta di vagliare i candidati prima del voto.

Lee Cheuk-yan, presidente del Partito laburista, sostiene che le allusioni di Zhang "mandano un messaggio veramente negativo alla gente di Hong Kong. Con un processo di selezione non ci sarà mai un vero suffragio universale". Alan Leong Kar-kit, leader del Partito civico, aggiunge: "La migliore selezione avviene attraverso il voto di milioni di cittadini registrati. Voglio pensare che si sia trattato di una chiacchiera, espressa tanto per dire qualcosa a un evento sociale".

 

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