14/11/2012, 00.00
TAIWAN
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Taipei “vuole uno sviluppo pulito. Per questo deve usare l’energia nucleare”

Il governo di Taiwan sta facendo davvero molto per limitare le emissioni di CO2 nell’atmosfera, ma se vuole un futuro energetico sostenibile “deve rivolgersi, nonostante tutto, alle centrali atomiche. In attesa di una fonte pulita e sicura”. L’opinione del direttore dell’Academia Sinica, istituzione di Taipei ai massimi livelli nella comunità scientifica mondiale.

Taipei (AsiaNews) - Se vuole costruirsi un futuro sostenibile dal punto di vista ambientale ed energetico "Taiwan e l'Asia intera devono convincersi dell'utilizzo del nucleare. Non penso a una soluzione definitiva, ma solo questo tipo di energia può darci il tempo di sviluppare un vero sistema alternativo che non incida troppo sull'ambiente". Ne è convinto il professor Liu Shaw-chen, direttore dell'Academia Sinica e docente presso le due maggiori università di Taiwan.

Parlando con un gruppo di giornalisti riuniti presso il Centro di ricerca - uno dei più stimati al mondo per la qualità dei ricercatori che vi operano, tanto che il precedente direttore è un Nobel per la Chimica - il professor Liu tratteggia un presente abbastanza fosco: "I cambiamenti climatici esistono, ed è da pazzi pensare che non siano opera dell'uomo. Il governo di Taiwan sta facendo molto per limitare l'emissione di CO2 nell'atmosfera, ma non si può pensare di combattere questa emergenza con mezzi convenzionali".

Per questo, prosegue il ricercatore, "abbiamo bisogno del nucleare. Al momento a Taiwan esistono tre centrali nucleari, e la quarta in costruzione è stata fermata a causa del disastro avvenuto a Fukushima l'11 marzo del 2011. Io capisco il governo, che deve tenere conto delle sensazioni e dei sentimenti popolari, ma capisco anche che non possiamo affidarci ad altre risorse. Perché queste, in un modo o nell'altro, inquinano: quindi i nostri sforzi per trovare un'energia davvero pulita sarebbero inutili. Servono le centrali nucleari".

In effetti, l'esecutivo dell'isola sta facendo davvero molto per contrastare l'emergenza. A una politica che premia l'uso di energie alternative Taipei ha accostato una serie di incentivi per il risparmio energetico e per il riutilizzo delle risorse riciclabili. Ma questo, almeno per il momento, "non basta se poi dobbiamo tornare a vecchie forme di energie inquinanti".

L'Academia Sinica fa parte dell'Icsu, l'International Council of Science, e la questione del riconoscimento internazionale per loro - almeno per ora - non si pone: "Siamo presenti - spiega il docente - insieme alla Cina continentale. Il nostro nome ufficiale è Academia Sinica, Taipei, Cina. E questo va bene a entrambe le parti". Da parte sua, l'ingombrante vicino cerca di cambiare il proprio atteggiamento: "Stanno facendo molto per ridurre gli sprechi, ma non hanno intenzione di limitare la produzione industriale. Ecco perché chi può deve rivolgersi a energie che in potenza sono illimitate".

E a chi gli fa notare che il disastro giapponese ha fatto più danni che altro, risponde: "Non è vero. Anche se dirlo è impopolare, va comunque detto che il Giappone ha avuto tanto dall'energia nucleare. È vero, sta pagando moltissimo per Fukushima. Ma non sono sicuro che, senza le centrali, avrebbe avuto così tanta crescita come quella dell'ultimo ventennio". (VFP)

 

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